Il mercato parallelo di K-food e beni di prima necessità danneggia la salute dei consumatori e la percezione dei brand
Falsi e mercato parallelo di prodotti coreani famosi, dal Choco Pie al soju, dal ramen agli integratori: casi reali, risposte dei brand e strategie di tutela.

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I prodotti coreani, di alta qualità a prezzi ragionevoli, sono molto popolari in tutto il mondo. Oggi che e-commerce e social hanno cancellato i confini, la loro popolarità cresce ancora. Ma aumentano anche i casi di mercato parallelo che sfruttano questo successo. Per mercato parallelo si intende la distribuzione, da parte di persone non autorizzate, di prodotti di provenienza incerta: possono essere falsi o prodotti originali venduti senza autorizzazione. In questo articolo vediamo nel dettaglio le strategie per contrastare falsi e mercato parallelo e proteggere consumatori e brand.
La febbre del K-food che arriva dal Sud-est asiatico
I prodotti popolari in Corea generano una forte domanda anche all’estero, e il K-food è particolarmente amato nel Sud-est asiatico. Ma questo ha fatto nascere molti falsi e imitazioni.
Choca-Pai, un falso del Choco Pie (fonte: Hankook Ilbo)
Choco Pie? Choca-Pai? Falsi che cambiano una sola lettera
In Vietnam il Choco Pie è così amato da comparire perfino sugli altari degli antenati. È diventato lo snack simbolo della cultura coreana in Vietnam. Ma entrando nelle strade dei grossisti si trovano facilmente falsi come «Choca-Pai» al posto di «Choco-Pie». Questi falsi hanno una scatola rossa e un design simili a quelli del Choco Pie coreano, con una grafia inglese leggermente modificata per confondere i consumatori. Altri esempi sono la coreana Orion trasformata in «Oreon» e il Choco Pie venduto come «Chooco-Pie» o «Chocoo-Pie»: i casi di mercato parallelo sono molti. In genere i produttori di falsi del Sud-est asiatico modificano leggermente i nomi dei marchi per evitare problemi di proprietà intellettuale (IP). Questo non solo comporta rischi per la salute dei consumatori, ma danneggia anche l’immagine premium dei brand coreani.
Soju: falsi con bottiglia verde ed etichetta quasi identiche
In Vietnam il soju coreano, a partire da Chamisul, è molto popolare. Sono di moda molti cocktail a base di soju alla frutta, e si vedono facilmente anche turisti americani che lo bevono. Grazie ai drama coreani la notorietà del soju è cresciuta, e a consumarlo sono soprattutto i ventenni e i trentenni. Questo successo ha portato alla comparsa di soju falsi. Il soju falso costa il 30% in meno dell’originale e ha bottiglia verde, colori ed etichetta quasi identici. Vari gusti, come fragola, pompelmo, pesca e uva, e perfino la gradazione di 13 gradi sono uguali all’originale, il che confonde i consumatori. Questi falsi hanno gusto e qualità inferiori e danneggiano l’immagine dei brand di soju coreani.
Ramen: falsi travestiti da prodotti ufficiali
Il Buldak Bokkeummyeon è il caso di successo per eccellenza dei ramen coreani e ha conquistato una grande popolarità in tutto il mondo. In particolare il Buldak al gusto rosé, amato da Cardi B, è diventato virale sui social, aumentando ancora la sua popolarità. Ma sono comparsi anche molti ramen falsi che sfruttano questo successo.
Falsi visti in Giappone e in Thailandia (fonte: Maeil Business a sinistra / KPI News a destra)
In un minimarket di Bangkok, in Thailandia, si vende un prodotto con la scritta in coreano «gusto Buldak coreano», che è un falso prodotto da un’azienda thailandese. Usa illustrazioni e colori simili a quelli del Buldak Bokkeummyeon di Samyang Foods, così che i consumatori lo scambino per l’originale. Anche la giapponese Nissin ha fatto discutere con un prodotto che imitava il design di Samyang Foods. Questi falsi vengono venduti a prezzi inferiori agli originali e danneggiano l’immagine premium dei brand di ramen coreani.
Come per i prodotti già citati, Choco Pie e soju, i prezzi molto più bassi di quelli dei prodotti importati ufficialmente danneggiano l’immagine premium dei brand coreani ed espongono i consumatori a rischi. E si producono falsi di ogni tipo. È sempre più urgente contrastare i prodotti venduti con la falsa indicazione di origine coreana, dagli snack alla frutta, e proteggere i brand.
Ma se produzione e vendita di falsi sono già un grattacapo per le aziende, anche le vie legali per la tutela online del brand sono poche. Per esempio, anche volendo agire legalmente contro un falso Buldak Bokkeummyeon di Samyang Foods, «buldak» è il nome di un piatto, quindi è difficile far valere il marchio contro un prodotto che riporta la scritta «gusto Buldak coreano». (Fonte: KPI News) Per proteggere il brand, le aziende inseriscono nei prodotti ufficiali destinati all’export elementi distintivi come la bandiera coreana, la scritta «Korea» e un codice QR, così che i consumatori possano distinguere i prodotti coreani dai falsi.
Integratori alimentari e beni di prima necessità, tra salute e igiene
Anche integratori alimentari e beni di prima necessità non sono immuni da mercato parallelo e falsi. Ecco come si proteggono i brand in ciascuna categoria.
Integratori alimentari: vendita di falsi
Gli integratori alimentari comprendono prodotti diversi, dalle vitamine al ginseng rosso. Da quest’anno il governo ha autorizzato per un anno la compravendita dell’usato di integratori, ma si temono effetti collaterali come problemi di qualità e una crescita del mercato limitata. Per gli integratori sono frequenti i casi di falsi che alterano il contenuto degli ingredienti o usano materie prime non ammesse negli alimenti.
Durante le festività, con l’aumento della domanda per i regali, compaiono molti falsi senza la dicitura «integratore alimentare» o il marchio di certificazione sulla confezione. Per prevenirli, il Ministero per la sicurezza di alimenti e farmaci valuta gli integratori in commercio con procedure e metodi scientifici. I prodotti che superano la procedura riportano la dicitura o il marchio, a indicare che hanno superato le valutazioni di funzionalità e sicurezza. I consumatori devono controllare la dicitura o il marchio «integratore alimentare» e fare attenzione alla pubblicità falsa o esagerata. In particolare quando acquistano prodotti esteri direttamente dall’estero, devono essere ancora più prudenti, perché spesso la sicurezza non è garantita.
Beni di prima necessità: mercato parallelo
Il mercato parallelo (vendite non autorizzate) dei beni di prima necessità è particolarmente grave. I consumatori confrontano più piattaforme per acquistare a basso prezzo i prodotti che usano regolarmente. Per questo negli open market si vendono spesso prodotti di provenienza incerta da canali non ufficiali. Questi venditori non ufficiali usano tali e quali le immagini dei prodotti del brand, confondendo i consumatori. Inoltre beni di prima necessità acquistati in massa durante i saldi vengono rivenduti sui marketplace online da persone non autorizzate. Questi comportamenti possono colpire duramente il valore del brand, e i consumatori, acquistando prodotti di provenienza incerta senza sapere quando sono stati comprati, possono avere un’esperienza d’uso negativa. Per proteggere brand e consumatori, le aziende devono monitorare gli acquisti in massa a scopo di rivendita e tenere sotto controllo con costanza i canali di vendita sulle diverse piattaforme.
Strategie di tutela del brand contro falsi e mercato parallelo
I brand provano molti metodi per prevenire falsi e mercato parallelo. Per gli alimenti si rinnovano le confezioni o si aggiungono marchi di certificazione; per gli integratori si propone ai consumatori l’app «Naesonan», che permette di verificare marchi e diciture di certificazione. Informazioni e link per scaricare l’app sono qui.
L’ideale sarebbe che i consumatori distinguessero da soli originali e falsi prima di acquistare, ma per loro è difficile coglierne le differenze. Grazie alle segnalazioni dei consumatori, anche i brand possono scoprire canali di distribuzione dei falsi che non conoscevano e intervenire in fretta. Così le aziende possono riprendere il controllo dei canali di distribuzione online.
Da agosto MarqVision avvierà la campagna «No More Fake» contro i falsi e gestirà un programma di segnalazione per i clienti che faciliterà la comunicazione tra brand e consumatori sui falsi. Con la campagna «No More Fake» consolida la fiducia dei consumatori e manda ai venditori scorretti un messaggio chiaro: i falsi vengono segnalati ed eliminati.
Prima della campagna, scopri gratuitamente la situazione delle violazioni della proprietà intellettuale del tuo brand.
