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Real vs Fake: perché è difficile riconoscere i falsi dei brand K-beauty e come risolvere

Confezioni sofisticate, prezzi quasi uguali, canali online diversi: i falsi che colpiscono i brand K-beauty nel mondo e come difendersi. Giugno 2026

Irene Lee4 min di lettura
In questa pagina7
  1. Brand K-beauty: i danni causati dai falsi
  2. Perché è difficile riconoscere i falsi K-beauty
  3. Come insegnare direttamente ai consumatori a riconoscere i falsi
  4. I benefici attesi dall’adozione di una soluzione di rilevamento dei falsi
  5. Checklist per scegliere una soluzione di rilevamento dei falsi
  6. Anua, brand di bellezza globale, racconta l’importanza delle soluzioni di tutela del brand
  7. Domande frequenti (FAQ)

Le informazioni chiave di questo articolo


- Perché è difficile riconoscere i falsi dei brand K-beauty:

1) Nei brand di moda i falsi si riconoscono con relativa facilità da confezione o etichetta (tag), ma nei prodotti di bellezza questi elementi bastano sempre meno a stabilire se un prodotto è originale.

2) La differenza di prezzo tra originali e falsi si è ridotta, e per i consumatori è più difficile riconoscere i prodotti in base al prezzo basso.

3) I falsi circolano senza controllo su molti canali, come marketplace esteri, social e app di messaggistica, e tracciarli è diventato complicato.


- Come rispondere ai falsi:

1) Il brand può rafforzare la fiducia spiegando ai consumatori come distinguere originali e falsi.

2) Con una soluzione di tutela del brand basata sull’AI si possono monitorare e colpire rapidamente i falsi, bloccandone la circolazione.

3) Verificando i falsi con acquisti di prova dei prodotti sospetti si ottiene una risposta più strutturata.

Il blog di MarqVision approfondisce i problemi di falsi che affrontano i responsabili legali, di proprietà intellettuale e di tutela del brand dei brand K-beauty che entrano nei mercati globali. Negli articoli precedenti abbiamo parlato della crescita globale dei brand K-beauty e delle loro sfide e dei casi di violazione della proprietà intellettuale dei brand K-beauty e di come rispondere. In questo articolo, dal punto di vista di chi si occupa di tutela del brand, offriamo insight sulla situazione dei falsi, sulle difficoltà nel riconoscerli, sui danni ai consumatori e sulle risposte applicabili nel lavoro di ogni giorno.

Perché un brand K-beauty contrasti davvero i falsi sui mercati globali, il successo dipende in fondo da quale soluzione di rilevamento dei falsi adotta. In questo articolo riassumiamo, dal punto di vista operativo, a cosa fare attenzione nella scelta di una soluzione di rilevamento dei falsi e spieghiamo passo dopo passo i criteri da valutare per confrontare e scegliere. I prodotti di bellezza si applicano direttamente sulla pelle, quindi i falsi vanno oltre le perdite del brand e minacciano la sicurezza dei consumatori: la precisione nella scelta della soluzione si traduce direttamente in fiducia nel brand.

Questi quattro sono i fattori da verificare per primi nella scelta di una soluzione.

  • Capacità tecnologiche: precisione del rilevamento con l’AI, ampiezza del riconoscimento di immagini e testo, capacità di monitoraggio in tempo reale
  • Copertura delle piattaforme: canali coperti, dai marketplace ai social alle app di messaggistica
  • Efficienza dei costi: struttura dei prezzi e miglioramento reale del mercato rispetto all’investimento
  • Servizi di supporto: assistenza clienti e integrazione con acquisti di prova e azioni legali

Con la forte crescita della domanda di K-beauty negli Stati Uniti, in Europa e altrove, i falsi K-beauty si vendono senza controllo su molti marketplace esteri. Per esempio, prodotti K-beauty falsi si trovano facilmente non solo su marketplace cinesi come Temu e AliExpress, ma anche su marketplace statunitensi come Amazon. Secondo l’indagine sulle tendenze dei falsi nell’e-commerce pubblicata da Smart Protection, organizzazione statunitense per la tutela dei consumatori, 1 consumatore su 5 tra chi compra prodotti di bellezza online ha acquistato senza volerlo un falso. Questo mostra quanto sia difficile per i consumatori riconoscere gli originali e, se continua, incide direttamente sulla fiducia nel brand.

In sintesi:

  • Con confezioni sempre più sofisticate e prezzi vicini a quelli degli originali, per i consumatori riconoscere i falsi K-beauty è diventato quasi impossibile
  • Il 30,1% di chi ha usato prodotti falsi ha avuto danni alla pelle, e il 68,8% ha perso fiducia nel brand
  • I brand possono costruire una linea di difesa per i consumatori con sistemi di autenticazione tramite QR code e liste dei rivenditori ufficiali
  • Le soluzioni AI rilevano automaticamente i falsi su oltre 200 piattaforme e rimuovono oltre il 95% dei falsi rilevati
  • Gli acquisti di prova forniscono prove fisiche da usare come base per le segnalazioni ai marketplace e per le azioni legali

Brand K-beauty: i danni causati dai falsi

Nei prodotti di bellezza i falsi possono mettere seriamente a rischio la salute dei consumatori. Secondo il sondaggio di MarqVision sui consumatori di cosmetici falsi, tra chi ha usato prodotti di bellezza falsi il 30,1% ha avuto lievi danni alla pelle o fastidi e il 9,1% gravi rischi per la salute o reazioni allergiche.

A differenza degli originali, i falsi dei brand di bellezza usano materie prime economiche e possono provocare eruzioni cutanee, arrossamenti e reazioni allergiche, e in alcuni falsi sono state trovate perfino sostanze chimiche nocive come l’arsenico. Infatti anche l’allerta dell’FBI sugli ingredienti nocivi dei cosmetici falsi conferma che nei cosmetici falsi si trovano sostanze cancerogene come arsenico, berillio e cadmio. Anche i dati della FDA sui test dei metalli pesanti nei cosmetici confermano che nei cosmetici si possono trovare metalli pesanti come arsenico, cadmio, piombo e mercurio. L’uso prolungato di prodotti di bellezza falsi con ingredienti nocivi può portare anche a gravi problemi di salute come tumori della pelle, del polmone e della vescica. Anche i dati dell’American Cancer Society su arsenico e rischio di cancro confermano che l’arsenico inorganico è classificato come cancerogeno associato a tumori del polmone, della vescica e della pelle.

I falsi non causano solo gravi problemi di salute ai consumatori, ma colpiscono duramente anche la fiducia nel brand. Secondo il sondaggio di MarqVision sui consumatori di cosmetici falsi, il 68,8% degli intervistati ha perso fiducia nel brand dopo un’esperienza negativa; tra questi, il 29,4% ha dichiarato che in futuro eviterà il brand e il 15,8% si è detto critico verso i brand che non contrastano attivamente i falsi.

Per i brand K-beauty questi falsi possono danneggiare il valore del brand e incidere negativamente sulle vendite degli originali. In particolare sui marketplace online, dove originali e falsi si mescolano, i consumatori perdono fiducia nel brand, con colpi diretti alla credibilità e alle vendite.

Scarica il report di MarqVision sul mercato della bellezza

Perché è difficile riconoscere i falsi K-beauty

CriterioPrimaOggi
ConfezioneStampa sfocata ed errori di ortografia coreana rendevano i falsi facili da riconoscereFont identici, loghi in rilievo, ologrammi e perfino QR code copiati: dall’aspetto non si distinguono
PrezzoPrezzi stracciati rispetto all’originale (es. originale da 30.000 won → falso da 5.000–10.000 won) facevano sospettarePrezzi quasi uguali all’originale (25.000–28.000 won) rendono difficile filtrare in base al prezzo
Canali di distribuzioneConcentrati su pochi grandi marketplace, con obiettivi di monitoraggio chiariSparsi tra marketplace, social, app di messaggistica e live commerce: tracciarli è complicato

1. Confezioni sempre più sofisticate:

Nei brand di moda i falsi si riconoscono con relativa facilità da confezione o etichetta (tag), ma nei prodotti di bellezza questi elementi bastano sempre meno a stabilire se un prodotto è originale. I produttori di prodotti di bellezza falsi usano confezioni simili agli originali, così che il consumatore non possa distinguerli facilmente dall’aspetto. Design del logo, colore della scatola, numero dell’etichetta: anche i dettagli più fini sono riprodotti in modo quasi identico, confondendo i consumatori.

Per esempio, per un popolare cushion compact K-beauty, un tempo i falsi si riconoscevano facilmente per la stampa sfocata o l’ortografia coreana goffa. Oggi, però, aumentano i falsi che copiano tali e quali font, logo in rilievo, sticker olografico e perfino il QR code dell’originale. Guardando solo la scatola ricevuta, per il consumatore distinguere originale e falso è di fatto impossibile.

Per chi si occupa di tutela c’è un problema in più: con confezioni così sofisticate, anche dalle sole immagini delle pagine prodotto online è diventato difficile riconoscere i falsi. Alla fine, invece dell’aspetto della confezione, per una valutazione precisa bisogna analizzare insieme più segnali, come i dati del venditore, l’uso illecito delle immagini ufficiali e le foto reali del prodotto nelle recensioni.

2. Differenze di prezzo ridotte:

Un tempo il prezzo basso era uno dei criteri principali per riconoscere i falsi, ma oggi i falsi si vendono spesso a prezzi simili agli originali. Alcuni venditori di falsi allineano i prezzi a quelli degli originali per evitare che i consumatori sospettino in base al prezzo, attirandoli con astuzia. Questa strategia rende ancora più difficile distinguere originali e falsi.

Per esempio, se un popolare siero K-beauty originale costa circa 30.000 won, un tempo i falsi si svendevano a 5.000–10.000 won e i consumatori potevano filtrarli con la regola «se costa troppo poco, bisogna sospettare». Di recente, però, aumentano i casi in cui lo stesso falso compare a 25.000–28.000 won, un prezzo quasi uguale all’originale. In più vengono esposte frasi come «store ufficiale», «originale garantito» o «spedizione diretta dalla sede», o false immagini di certificazione, che smorzano ancora di più i sospetti dei consumatori.

Per chi si occupa di tutela il problema maggiore è che, quando i falsi compaiono a prezzi simili agli originali, diventa difficile filtrare automaticamente i prodotti sospetti in base al solo prezzo. Alla fine, per individuare con precisione i falsi bisogna analizzare insieme più segnali oltre al prezzo, come storico del venditore, schemi delle recensioni e uso illecito delle immagini.

3. La diffusione dei mercati online:

Con l’espansione dei mercati online globali, i falsi circolano facilmente su molti canali, come reverse direct purchase, social e app di messaggistica. In particolare, con la registrazione dei venditori sempre più semplice su piattaforme estere e social, aumentano anche i casi di prodotti di bellezza comprati scontati sui marketplace coreani e poi rivenduti all’estero senza autorizzazione, aumentando la confusione. Con il controllo sulle piattaforme estere sempre più difficile per i brand K-beauty, cresce anche il rischio di danni per i consumatori.

Un tempo la circolazione dei falsi si concentrava su pochi grandi marketplace, e gli obiettivi del monitoraggio erano relativamente chiari. Oggi, invece, i canali di vendita sono sparsi non solo tra marketplace come Temu, AliExpress e Amazon, ma anche tra social e app di messaggistica come Instagram, TikTok, KakaoTalk e Telegram. Anche bloccando un venditore di falsi in un posto, spesso lo stesso venditore ricompare su un’altra piattaforma con un nuovo account, e rispondere canale per canale rischia di diventare un «acchiappa la talpa».

In più crescono i canali in cui i post restano visibili per poco tempo e poi spariscono, come live commerce e acquisti di gruppo, e non sono pochi i casi in cui, quando il brand si accorge del prodotto problematico, la vendita è già finita. Per questo diventa sempre più importante un sistema capace di monitorare più canali insieme e in fretta.

Come insegnare direttamente ai consumatori a riconoscere i falsi

Metodo di rilevamentoPrecisioneVelocità di rispostaCostoVantaggi principaliSvantaggi principali
Monitoraggio manualeBassaLentaMedioBasso impegno inizialeRichiede molto personale
Limiti nel tracciare più canali
Rilevamento automatico con l’AIAltaRapidaMedioAnalisi automatica di grandi volumi di inserzioni
Copertura di oltre 200 piattaforme
Difficile verificare l’autenticità fisica
Soluzione di monitoraggio dei prezziMediaRapidaBassoIndividua vendite non autorizzate e mercato paralleloPuò perdere i falsi a prezzo da originale
Crawling di social e app di messaggisticaMediaRapidaMedioRileva anche i canali dispersi
Coglie i post visibili per poco tempo
Accesso limitato agli account privati
Verifica con acquisti di provaMolto altaLentaAltoProve fisiche
Base per le azioni legali
Costi e tempi per ogni caso

I brand K-beauty possono rafforzare la fiducia offrendo ai consumatori modi per distinguere originali e falsi. Per esempio, possono indicare sul sito ufficiale i rivenditori ufficiali o spiegare gli elementi di design propri degli originali, aiutando i consumatori a verificare facilmente l’autenticità. Si può anche valutare un sistema che permetta ai consumatori di verificare da soli se un prodotto è originale, tramite app di autenticazione o QR code.

Infatti alcuni brand K-beauty gestiscono sistemi in cui, scansionando con lo smartphone l’etichetta di autenticità applicata sotto il prodotto, si vedono in un colpo solo data di produzione, autenticità e lista dei rivenditori ufficiali. Il consumatore può verificare l’autenticità pochi secondi dopo l’acquisto, quindi se riceve un falso se ne accorge subito e può chiedere il rimborso o segnalarlo.

Queste indicazioni vanno oltre la semplice tutela dei consumatori e sono una linea di difesa efficace anche per il brand. Più si diffondono i modi per riconoscere gli originali, più per i venditori di falsi è difficile ingannare i consumatori, e il brand può rafforzare la fiducia con il messaggio «ecco come verificare i nostri prodotti».

1. Guida per riconoscere gli originali

Ecco i metodi concreti di verifica dell’autenticità da condividere con i consumatori.

  • Controllare i dettagli della confezione: confronta spessore e spaziatura dei caratteri, saturazione del colore della scatola e qualità della stampa con le foto dell’originale. Per esempio, la profondità del rilievo del logo o la finitura opaca o lucida sono spesso leggermente diverse.
  • Verificare ologramma e numero di serie: controlla che l’ologramma cambi colore con l’angolazione e che il numero di serie sotto il prodotto corrisponda a quello sulla scatola. Se il numero manca o è duplicato, è probabile che sia un falso.
  • Verificare il QR code: controlla che, scansionando il QR code, si arrivi al dominio ufficiale del brand. Se si viene portati a un URL abbreviato esterno o a una pagina sconosciuta, bisogna sospettare.
  • Verificare il rivenditore ufficiale: confronta il nome del venditore con la lista dei rivenditori presenti sul sito ufficiale del brand. Se il venditore non è nella lista, è difficile avere garanzie di autenticità.
  • Controllare lista ingredienti e marchi di certificazione: verifica che l’ordine della lista ingredienti, il formato del numero di lotto e i marchi di certificazione funzionale siano identici all’originale. Refusi nei nomi degli ingredienti o marchi di certificazione mancanti sono segnali tipici di un falso.

2. Adottare una soluzione di tutela del brand

Si può creare un team interno dedicato al monitoraggio manuale, ma il monitoraggio paese per paese richiede molto tempo e molti dettagli sono difficili da cogliere a occhio nudo, quindi il lavoro può diventare inefficiente. Con una soluzione di tutela del brand basata sull’AI si possono monitorare e colpire automaticamente i falsi sui principali marketplace e social di tutto il mondo. Con tecnologie di riconoscimento delle immagini e di confronto del testo si identificano i prodotti sospetti e, con azioni legali immediate, si rimuovono rapidamente i falsi. Inoltre, analizzando gli schemi dei canali e dei venditori in cui i falsi compaiono più spesso, si pianifica in modo più efficiente la strategia di risposta del brand.

In concreto, le soluzioni basate sull’AI analizzano automaticamente milioni di inserzioni che una persona non riuscirebbe a cercare una per una. Confrontano immagini di loghi e confezioni con i dati degli originali e, analizzando anche i testi di nomi e descrizioni dei prodotti, individuano i prodotti sospetti. MarqVision monitora in tempo reale oltre 200 piattaforme globali e rimuove dai marketplace oltre il 95% dei falsi rilevati.

Soprattutto, ciò che conta non è il numero di rimozioni, ma «quanto il mercato è diventato davvero pulito». Raggruppando nell’analisi gli schemi dello stesso venditore attivo con più account e concentrando la risposta sui venditori chiave che causano i danni maggiori, con lo stesso impegno si ottengono effetti più grandi. Più si accumulano dati per canale e per venditore, più il brand capisce con precisione dove concentrare le risorse.

Riconoscimento di immagini e testo con l’AI

Le soluzioni AI confrontano a livello di SKU le immagini di loghi e confezioni pubblicate nelle pagine prodotto con i dati degli originali e analizzano anche le parole chiave usate in nomi e descrizioni per individuare i prodotti sospetti. Individuano sia le inserzioni che usano tali e quali le immagini ufficiali sia i falsi che coprono il logo e copiano solo le specifiche, quindi sono efficaci contro i falsi K-beauty dall’aspetto sempre più sofisticato. Analizzano milioni di inserzioni più in fretta di una persona, quindi permettono un monitoraggio senza lacune anche nei momenti in cui, subito dopo il lancio di un nuovo prodotto, i falsi si moltiplicano.

Monitoraggio dei prezzi

Il monitoraggio dei prezzi individua insieme i prodotti sospetti pubblicati a prezzi simili agli originali e le inserzioni di vendite non autorizzate e mercato parallelo fuori dalla rete di distribuzione regolare. Traccia i prezzi di vendita per canale e individua i venditori con prezzi anormalmente bassi o fuori dalla politica di prezzo ufficiale, così si controllano insieme i falsi, ormai difficili da filtrare con il solo prezzo, e i problemi di importazioni parallele e rivendita.

Crawling di social e app di messaggistica

È il monitoraggio che va oltre i marketplace e arriva ai canali dispersi come Instagram, TikTok, KakaoTalk e Telegram. Coglie anche i post visibili per poco tempo, come live commerce e acquisti di gruppo, riducendo il problema dell’«acchiappa la talpa», in cui un venditore bloccato in un posto ricompare su un’altra piattaforma con un nuovo account. Questi metodi di rilevamento valgono allo stesso modo anche per settori diversi dalla bellezza. I brand di moda e lusso tracciano con il monitoraggio dei prezzi l’uso illecito delle immagini ufficiali e la rivendita sul mercato parallelo, i brand di elettronica e giocattoli filtrano con il riconoscimento di immagini e testo le inserzioni con certificazioni di sicurezza falsificate, e i brand di lusso e orologi colgono con il crawling i falsi scambiati di nascosto su social e app di messaggistica. Ogni brand può scegliere i canali e i metodi di rilevamento più rischiosi per la propria categoria e concentrare lì le risorse.

3. Verificare i falsi con acquisti di prova e rafforzare la risposta

Per bloccare i falsi in modo ancora più completo si possono anche fare acquisti di prova dei prodotti sospetti. In particolare, considerando che per i prodotti di bellezza è difficile stabilire se siano falsi dalle sole informazioni delle pagine prodotto online, si acquistano di persona i prodotti sospetti e li si testa nel dettaglio. Se, tra i prodotti sospetti rilevati con l’AI della soluzione di tutela del brand, alcuni richiedono ulteriori verifiche, con un acquisto di prova si possono controllare con cura confezione, applicatore, profumo, consistenza e così via. Se serve, si può collaborare con il laboratorio cosmetico del brand per analizzare anche gli ingredienti e aumentare la precisione.

Quando un acquisto di prova conferma un falso, si procede con la segnalazione secondo le procedure di ogni marketplace. Per esempio, su DHgate, se si conferma che il prodotto acquistato è falso, la rimozione può avvenire subito.

Gli acquisti di prova sono importanti perché permettono di ottenere direttamente «prove fisiche», difficili da raccogliere con sole immagini o testi online. Con il prodotto reale in mano si possono documentare prove concrete, come lo stato della stampa sulla confezione, numeri di lotto che non coincidono e differenze di profumo e consistenza, utili sia per le segnalazioni ai marketplace sia, se serve, come base per azioni legali.

Inoltre i risultati degli acquisti di prova aiutano a tracciare lo schema dello stesso venditore attivo con più account. Collegando nell’analisi, con l’indirizzo di spedizione o i recapiti del venditore ottenuti da un solo acquisto, anche gli altri negozi gestiti dallo stesso venditore, invece di eliminare le inserzioni una per una si può puntare dritto ai venditori chiave che causano i danni maggiori.

I benefici attesi dall’adozione di una soluzione di rilevamento dei falsi

Una soluzione di rilevamento dei falsi non si ferma all’eliminazione delle inserzioni false. Ecco, in quattro aspetti, i cambiamenti concreti che ci si può aspettare dopo l’adozione.

  • Mercato meno inquinato: l’efficacia si misura non dal numero di rimozioni, ma da quanto sono diventati puliti i risultati di ricerca in cui originali e falsi erano mescolati. Concentrando la risposta sui venditori chiave, con lo stesso impegno si ottiene un miglioramento maggiore.
  • Recupero delle vendite degli originali: visibilità nella ricerca e conversioni che andavano ai falsi tornano agli originali, riducendo le vendite perse e la pressione sui prezzi.
  • Fiducia dei consumatori recuperata: se la probabilità di ricevere un falso cala, diminuiscono recensioni negative e richieste di rimborso, e i consumatori che evitavano il brand tornano a comprare gli originali.
  • Meno risorse interne impiegate: l’automazione sostituisce il personale e il tempo dedicati al monitoraggio manuale paese per paese, e i responsabili possono concentrarsi su attività ad alto valore come la risposta ai venditori chiave e le azioni legali.

Soprattutto, più si accumulano dati per canale e per venditore, più il brand capisce con precisione su quali mercati e canali concentrare le risorse, e più a lungo si usa la soluzione più cresce l’efficienza della risposta.

Nel settore della bellezza i falsi vanno oltre la semplice perdita di vendite: sono un problema importante legato direttamente alla sicurezza dei consumatori. Perché i brand K-beauty crescano con successo sui mercati globali mantenendo la fiducia, è indispensabile una strategia di tutela del brand che gestisca i canali di distribuzione ufficiali e, nello stesso tempo, rilevi e blocchi rapidamente i falsi. Le soluzioni di tutela del brand basate sull’AI sono uno dei modi più efficaci per risolvere questi problemi. «Marq AI», la soluzione di tutela del brand di MarqVision, aiuta i brand di tutto il mondo a contrastare con efficacia i falsi e a proteggere valore e fiducia.

I problemi di falsi che affrontano i brand K-beauty continuano a crescere, e più cresce la domanda globale più diventeranno gravi. Proteggere il valore degli originali e costruire una cultura dei consumi sicura con soluzioni di tutela del brand resterà una sfida importante anche in futuro.

Checklist per scegliere una soluzione di rilevamento dei falsi

Ogni soluzione ha punti di forza e limiti diversi, quindi prima di adottarla conviene confrontare le candidate con questi sette criteri.

  1. Criteri di valutazione tecnologica: verifica precisione e ampiezza del rilevamento con l’AI e capacità di monitoraggio in tempo reale. Bisogna valutare se confronta immagini e testi con i dati degli originali a livello di SKU e se individua anche i falsi che copiano solo le specifiche, senza logo.
  2. Copertura delle piattaforme: controlla quali marketplace, social e app di messaggistica sono supportati. Per rispondere alla distribuzione dispersa bisogna coprire non solo marketplace esteri come Temu e AliExpress, ma anche Instagram, TikTok e KakaoTalk.
  3. Velocità di risposta e livello di automazione: verifica il tempo dal rilevamento alla segnalazione e alla rimozione e la quota di automazione. Nei canali a visibilità breve come il live commerce, la velocità di risposta determina l’entità dei danni.
  4. Report e insight: verifica se mostra non solo il numero di rimozioni, ma quanto è migliorato l’inquinamento del mercato. Bisogna poter decidere l’allocazione delle risorse con dati per canale e per venditore.
  5. Rapporto costo-efficacia e struttura dei prezzi: guarda se il prezzo è a caso o a canone fisso e se si può scegliere per categoria o SKU. Conviene una struttura che permetta di concentrare il budget sulle categorie più rischiose.
  6. Assistenza clienti e servizi legali inclusi: verifica se è collegata anche alle azioni offline, come acquisti di prova, raccolta delle prove, cause e irruzioni nelle fabbriche. Con le sole rimozioni online lo stesso venditore ricompare.
  7. Scalabilità e integrazioni: controlla se si può riorganizzare con flessibilità il monitoraggio quando aumentano i paesi o cambiano i canali di minaccia, e se si integra con i sistemi interni.

Anua, brand di bellezza globale, racconta l’importanza delle soluzioni di tutela del brand

Un referente di Anua, brand che guida la tendenza K-beauty negli Stati Uniti, in Giappone e altrove, ha dichiarato: «Con l’adozione della soluzione di MarqVision ci aspettiamo una netta riduzione della circolazione di falsi del nostro brand», aggiungendo: «In particolare, colpendo i venditori che vendono oltre 1.000 falsi al mese, vogliamo risolvere con efficacia il problema nella fase di distribuzione e, andando oltre, migliorare anche gli aspetti alla radice, come le azioni contro i produttori di falsi».

Prima di espanderti all’estero, richiedi una consulenza gratuita sulla tutela del brand e scopri la situazione dei falsi che minacciano il tuo brand.

Domande frequenti (FAQ)

Perché è difficile distinguere originali e falsi dei prodotti K-beauty?

Perché i falsari copiano perfino font, loghi in rilievo, ologrammi e QR code degli originali, con confezioni sempre più sofisticate, e perché i falsi si vendono a prezzi simili agli originali, rendendo impossibile anche filtrare in base al prezzo. In più la distribuzione è dispersa su molti canali, come marketplace, social, app di messaggistica e live commerce, e tracciarla è ancora più complicato.

Quanto sono gravi i danni alla salute dei prodotti di bellezza falsi per i consumatori?

Secondo l’indagine di MarqVision, il 30,1% di chi ha usato prodotti di bellezza falsi ha avuto lievi danni alla pelle o fastidi e il 9,1% gravi rischi per la salute o reazioni allergiche. In alcuni falsi sono state trovate sostanze chimiche nocive come l’arsenico, e l’uso prolungato può portare a malattie gravi come tumori della pelle o del polmone.

Che differenza c’è tra una soluzione di tutela del brand basata sull’AI e il monitoraggio manuale?

Le soluzioni AI analizzano automaticamente milioni di inserzioni su oltre 200 piattaforme globali e confrontano immagini di loghi e confezioni e testi di nomi e descrizioni con i dati degli originali per individuare i prodotti sospetti. Il monitoraggio manuale, invece, richiede molto tempo paese per paese e molti dettagli sono difficili da cogliere a occhio nudo, quindi è inefficiente. MarqVision rimuove dai marketplace oltre il 95% dei falsi rilevati e analizza perfino gli schemi dello stesso venditore attivo con più account, concentrando la risposta sui venditori chiave.

Che effetto ha insegnare ai consumatori a riconoscere gli originali?

Condividendo i rivenditori ufficiali e gli elementi di design propri degli originali, o offrendo un sistema che con la scansione del QR code mostra data di produzione, autenticità e lista dei rivenditori ufficiali, il consumatore che riceve un falso se ne accorge subito e può chiedere il rimborso o segnalarlo. Più si diffondono i modi per riconoscere gli originali, più per i venditori di falsi è difficile ingannare i consumatori, e il brand può rafforzare la fiducia e frenare la circolazione dei falsi.

Scritto da

Irene Lee