Falsi nella moda e nella bellezza: i trend portati dall’AI e dall’influenza dei social
Più un brand è famoso, più aumentano i falsi: cosa permette l’AI ai venditori di falsi e quali trend ha portato sui social la Gen Z.

In questa pagina6
- I principali trend della vendita di falsi nella moda e nella bellezza
- Trend 1: inserzioni e-commerce sempre più evolute
- Trend 2: i social, terreno fertile per il boom delle «imitazioni»
- Trend 3: come cambia la percezione delle «imitazioni» nella Gen Z
- Trend 4: l’AI (intelligenza artificiale) entra nel mondo dei falsi
- Vendita di falsi: come rispondono le aziende?
Dal 2020 in poi avrai visto anche tu quanto in fretta si è evoluta la tecnologia. Tecnologie avanzate unite a strategie meticolose hanno creato trend innovativi che definiscono lo stato attuale dell’industria dei falsi (contraffazioni). In questo articolo del blog di MarqVision affrontiamo direttamente i trend chiave dell’industria dei falsi e il loro impatto sul settore, e parliamo nel dettaglio dello scontro sempre aperto tra tutela dei brand e falsi.
I principali trend della vendita di falsi nella moda e nella bellezza
- Inserzioni e-commerce sempre più evolute: cambiano pagine prodotto e parole chiave
- I social, terreno fertile per il boom delle «imitazioni»
- Come cambia la percezione delle «imitazioni» nella Gen Z
- L’AI (intelligenza artificiale) entra nel mondo dei falsi
Trend 1: inserzioni e-commerce sempre più evolute
Cambiano pagine prodotto e parole chiave
Proteggere un brand richiede un impegno continuo. Aziende ed esperti di proprietà intellettuale (IP) introducono di continuo strategie e tecnologie raffinate, ma anche i produttori di falsi diventano più sofisticati e astuti. Ogni anno riorganizzano le loro attività per vendere falsi in modo più efficace.
In particolare, i produttori di falsi fanno leva per crescere sull’evitare di essere riconosciuti online come imitazioni e sullo sfuggire alle sanzioni legali. Con il miglioramento delle tecnologie per trovare i falsi online, anche loro hanno reso i propri prodotti più difficili da trovare e da rimuovere dai canali di e-commerce e dai marketplace online.
Nomi dei prodotti, marchi e parole chiave del tutto assenti dalle piattaforme di e-commerce
I produttori di falsi sanno che i brand di moda e bellezza usano i nomi ufficiali dei prodotti, i marchi e le parole chiave principali come il modo più facile e veloce per trovare online la vendita di falsi. Per questo i venditori di falsi evitano nomi ufficiali, marchi, foto dei prodotti e parole chiave principali, e non li usano affatto nemmeno nelle inserzioni o nelle pagine prodotto.
Solo foto dei prodotti scattate in proprio
Con la diffusione delle tecnologie di riconoscimento delle immagini, molti venditori di falsi non usano più le immagini dei prodotti del brand, perché le aziende le trovano facilmente e le usano per identificare i venditori di prodotti falsi.
Anche i loghi dei brand si possono rilevare con l’AI. Si possono colpire di più i venditori di falsi più sfacciati, e questo limita le immagini che possono usare. Per evitare il rilevamento delle violazioni, i venditori di falsi spesso fotografano in proprio i prodotti in vendita e coprono i loghi del brand. Così è più difficile per l’intelligenza artificiale (AI) trovare i loghi.
Trend 2: i social, terreno fertile per il boom delle «imitazioni»
Con la strategia di eliminare parole chiave e immagini dei prodotti, i venditori di falsi riescono a nascondersi più facilmente e a evitare la rimozione dei prodotti dai marketplace online.
Ma allora come promuovono la vendita dei falsi? In un ambiente così limitato, il canale scelto per promuovere i falsi sono stati i social. In particolare l’uso intenso di TikTok ha fatto nascere nuovi problemi.
Su RepTok, una delle community più grandi di TikTok, la pubblicità delle imitazioni è esplosa e i video promozionali di prodotti falsi hanno raggiunto miliardi di visualizzazioni. I TikToker hanno catturato l’attenzione con video che confrontano o mostrano imitazioni usando hashtag come «dupes» o «reps»: nei video dichiarano apertamente che i prodotti sono falsi (contraffazioni) e ne vantano qualità e prezzo basso.
Glossario
- Che cosa sono i dupe? Dupe è una parola che significa «ingannare, truffare»: sui social, con questo hashtag, si trovano contenuti che confrontano prodotti di fascia di prezzo diversa con prestazioni simili, oppure falsi e originali.
- Che cosa sono i rep? Abbreviazione di «replicate shoes», cioè «scarpe contraffatte (false)»: si trovano contenuti come unboxing e video haul di scarpe imitate, o informazioni su dove comprarle.
Lo scopo di questi video è ottenere molte visualizzazioni e poi indirizzare verso altri canali di intermediazione, come Google Sheets pubblici o piattaforme di messaggistica private come Discord, Snapchat e WhatsApp.
Gli intermediari di falsi così raggiunti guidano gli utenti verso marketplace online come DHgate e Pandabuy o li aiutano ad acquistare. Per evitare il rilevamento dei falsi, però, le inserzioni sui marketplace online sono criptate.
Contenuti di MarqVision - La realtà di RepTok su TikTok: guarda il video che svela la pubblicità dei falsi (contraffazioni)
Trend 3: come cambia la percezione delle «imitazioni» nella Gen Z
La Gen Z indica le persone nate tra la fine degli anni ’90 e l’inizio degli anni 2010, e vive le imitazioni in modo diverso. Come mostra l’uso comune delle parole «dupes» e «reps» sui social, il cambio di atteggiamento verso i falsi ha portato un nuovo paradigma: non solo le aziende, ma anche i consumatori devono orientarsi verso gli originali e il valore del brand.
Il rapporto di vicinanza con i falsi si può considerare un simbolo della mentalità della Gen Z, che mette in discussione le norme consolidate, compreso il senso comune sulla proprietà intellettuale (IP). Secondo i dati dell’INTA (International Trademark Association), ben il 79% della Gen Z ha acquistato un’imitazione nell’ultimo anno.
Le scelte della Gen Z si concentrano soprattutto su abbigliamento, calzature ed elettronica (piccoli elettrodomestici), e nascono dall’idea che siano un’alternativa meno impegnativa nel prezzo e abbastanza convincente da ingannare a prima vista.
Con risultati simili, secondo una ricerca dell’EUIPO (European Union Intellectual Property Office), oltre il 50% della Gen Z considera accettabile comprare imitazioni. Questi dati indicano una realtà dei consumi che va oltre il cambio di percezione e presentano ai brand una nuova realtà, in cui i falsi (contraffazioni) non sono solo un problema di mercato, ma riflettono valori dei consumatori in evoluzione.
Mentre i brand cercano di orientarsi in questo ambiente della vendita di falsi in continua evoluzione, per mantenere l’autenticità e il significato del brand è indispensabile capire bene il rapporto tra la Gen Z e le imitazioni.
L’accettazione delle imitazioni («dupes») riflette l’approccio unico di una generazione all’autenticità dei prodotti e ai consumi, e apre una fase di interazione dinamica tra brand, consumatori e trend di mercato in evoluzione.
Trend 4: l’AI (intelligenza artificiale) entra nel mondo dei falsi
L’ultimo grande trend dell’industria dei falsi è l’adozione dell’AI: con la diffusione e l’uso delle tecnologie AI tra il grande pubblico, la capacità dei produttori di falsi di operare online è cresciuta molto.
Recensioni false

Per i venditori di falsi è diventato ancora più facile scrivere online recensioni positive false o generarle e pubblicarle in massa. Con strumenti di scrittura basati sull’AI (intelligenza artificiale) come Google Bard o ChatGPT si possono scrivere migliaia di recensioni false.
Le recensioni sono il modo più comune con cui i consumatori verificano, prima dell’acquisto, se un prodotto è originale o falso, e le recensioni false intorbidiscono le acque rendendo ancora più difficile acquistare un originale.
Immagini generate dall’AI
Si prevede che le immagini dei prodotti generate dall’AI faranno crescere molto le preoccupazioni dei brand. Con il perfezionamento dell’AI, i venditori di falsi sono a un passo dal creare problemi su tutte le piattaforme di e-commerce usando immagini false convincenti realizzate con strumenti come Midjourney e DALL-E 3.
Per ora la tecnologia offerta nelle versioni gratuite non genera immagini che imitano alla perfezione, e c’è un limite tecnico al numero di accessi degli utenti al software, quindi i venditori di falsi sono limitati nel generare immagini false.
Ma oggi siamo proprio all’inizio della reale diffusione delle immagini generate dall’AI. Con la velocità dello sviluppo tecnologico, potrebbe non volerci molto prima che i marketplace online siano invasi da immagini generate dall’AI.
Queste immagini false potrebbero sfuggire ai software di riconoscimento di immagini e oggetti basati sull’AI: a una persona appaiono chiaramente innaturali, ma un’AI che cerca di interpretare l’immagine potrebbe non riconoscerle con precisione.
Influencer virtuali
Sono uno dei prodotti dell’AI più innovativi e affascinanti, e potrebbero trasformare l’industria della contraffazione. Lu do Magalu, influencer virtuale brasiliana, è l’esempio più notevole. I nuovi personaggi digitali conquistano molti follower sulle piattaforme social e hanno una grande influenza.
I trend descritti sopra usano gli influencer virtuali per ingannare i consumatori e, soprattutto sulla Gen Z, hanno effetti concreti che possono portare fino all’acquisto. Più attenzione ricevono questi influencer virtuali, più aumenta il rischio di malintesi, e diventano urgenti strategie di tutela del brand che si adattino al mercato, come la formazione dei consumatori.
Vendita di falsi: come rispondono le aziende?
Con il successo dei contenuti coreani avrai notato che i vestiti indossati e i prodotti usati dalle celebrità nei drama e nei programmi di intrattenimento diventano molto popolari. Se un giorno un prodotto della tua azienda andasse improvvisamente esaurito, la gioia durerebbe poco: ad aspettarti ci sarebbe una guerra contro i falsi.
All’inizio i responsabili dell’azienda cercano di persona le vendite di falsi e contattano i venditori per chiedere la rimozione, ma poi i venditori scorretti aumentano e stare dietro ai loro nuovi metodi può diventare faticoso. La vendita di falsi, in Corea e all’estero, è sempre qualcosa di imprevedibile.

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