L’assalto del C-commerce aumenta i danni per consumatori e brand: pubblico e privato si muovono contro falsi e prodotti pericolosi

- Crescita rapida del C-commerce, con AliExpress e Temu: più violazioni della proprietà intellettuale dei brand e più danni ai consumatori a causa di falsi e prodotti pericolosi
- I brand rafforzano il monitoraggio con soluzioni AI: nell’ultimo anno MarqVision ha sanzionato decine di milioni di falsi sul C-commerce
- Amorepacific, LG H&H e altri fanno sequestrare fabbriche e magazzini di falsi in Cina; anche il K-commerce porta avanti un proprio monitoraggio
- La Commissione coreana per il commercio equo firma un accordo volontario sulla sicurezza dei prodotti con AliExpress e Temu e predispone un sistema per bloccare la distribuzione e la vendita di prodotti pericolosi
Mentre il «C-commerce» (China + e-commerce), con AliExpress e Temu, conquista utenti coreani e quote di mercato a colpi di prezzi bassissimi, aumentano rapidamente anche i danni ai consumatori e le violazioni della proprietà intellettuale dei brand causati da falsi e prodotti pericolosi.
Secondo il servizio di analisi di app e retail «WiseApp·Retail·Goods», il mese scorso AliExpress e Temu hanno contato rispettivamente circa 8.589.000 e 8.238.000 utenti in Corea, alle spalle del primo, Coupang (circa 30.908.000).
Con la crescita rapida sono aumentati anche i reclami dei consumatori. Secondo la Korea Consumer Federation, l’anno scorso i reclami relativi ad AliExpress sono stati 465, circa cinque volte l’anno precedente. Oltre ai danni per i consumatori, l’aumento della vendita di falsi ha fatto crescere anche le violazioni della proprietà intellettuale, e attirano l’attenzione le aziende che reagiscono con decisione, con tecnologie e risorse proprie o con soluzioni SaaS.
Matin Kim, Discovery e altri proteggono consumatori e proprietà intellettuale con «MarqVision», la piattaforma che automatizza rilevamento e sanzione dei falsi
Tra i grandi brand coreani e internazionali, alcuni usano l’intelligenza artificiale per proteggere la propria proprietà intellettuale e bloccare i danni che i falsi causano ai consumatori. Brand molto amati in Corea e all’estero come «Matin Kim», «MSCHF», «Ader Error», «Discovery Expedition» e «MLB» usano la piattaforma basata sull’AI dell’azienda di intelligenza artificiale MarqVision, che automatizza il rilevamento e la sanzione dei falsi.
Fondata nel 2020, MarqVision gestisce una piattaforma tutto in uno che individua e sanziona non solo i falsi venduti online, ma anche le vendite non autorizzate dei venditori non ufficiali privi di regolare autorizzazione alla vendita.
In particolare, oltre ai singoli falsi, il sistema Seller Intel Lab di MarqVision permette di individuare le reti di venditori malintenzionati specializzati nella vendita di falsi. Il sistema visualizza sotto forma di grafo i gruppi di venditori collegati e permette di valutare il rischio delle transazioni di ogni venditore e i legami tra le organizzazioni che distribuiscono falsi, così da predisporre contromisure più tempestive ed efficaci.
Grazie all’AI, MarqVision monitora 1.500 marketplace in 180 paesi, compreso il C-commerce di AliExpress e Temu. Nell’ultimo anno i falsi sanzionati con successo da MarqVision sul C-commerce sono stati decine di milioni. AliExpress è al primo posto con circa il 90% dei casi, seguita da Tmall, Taobao e DHgate.
Un’azienda di moda che rileva e sanziona in tempo reale i falsi online con MarqVision ha dichiarato: «Sugli e-commerce cinesi si moltiplicavano i casi di falsi dei nostri prodotti e facevamo un monitoraggio interno, ma richiedeva molto tempo e molte persone. Con MarqVision, che grazie all’AI rileva e sanziona automaticamente i falsi e individua anche i venditori malintenzionati, abbiamo ottenuto risultati visibili non solo nella protezione del valore del brand, ma anche nei risultati aziendali».
Inoltre MarqVision ha di recente ampliato il proprio ufficio in Cina e sta costruendo un sistema di tutela della proprietà intellettuale «one stop». L’espansione mira non solo a rendere più efficiente il rilevamento in tempo reale dei falsi online legati alla Cina, ma anche a bloccare alla fonte i falsi distribuiti in Cina, rafforzando le azioni offline, comprese ispezioni e indagini sul campo.
Gmarket, 11st e gli altri grandi e-commerce coreani rispondono con perizie di autenticità e sistemi di monitoraggio
I principali e-commerce coreani prevengono i danni agli utenti causati dai falsi con sistemi propri. Gmarket gestisce dal 2017 un centro dedicato ai falsi e offre un servizio di «filtraggio dei falsi» basato sui big data. Individuando gli schemi dei brand e dei venditori con maggiore probabilità di falsi, monitora ogni giorno centinaia di migliaia di prodotti.
11st riceve segnalazioni di prodotti sospetti tramite il centro per la tutela della proprietà intellettuale e il centro per le transazioni sicure. Ha inoltre un team dedicato all’individuazione dei falsi che collabora con i titolari dei marchi e con enti pubblici come l’Ufficio coreano della proprietà intellettuale (KIPO) per un monitoraggio continuo e, con il programma «mystery shopper», acquista direttamente e fa periziare i prodotti sospetti.
Amorepacific, LG H&H e altri da anni fanno sequestrare fabbriche e magazzini di falsi in Cina per eliminarne la distribuzione
Alcune aziende hanno rafforzato già da anni il monitoraggio offline e la lotta ai falsi per contrastare i danni ai consumatori e le violazioni del brand causati dalla loro distribuzione.
«Sulwhasoo» di Amorepacific e «The Whoo», il brand di cosmetica ispirato alla corte reale di LG H&H, sono molto popolari in Cina e hanno sofferto gravi problemi di produzione e distribuzione di falsi. Da tempo le due aziende individuano direttamente in Cina fabbriche e magazzini di falsi per far scattare azioni penali, o hanno creato team dedicati per agire per vie legali.
Inoltre partecipano agli incontri sul riconoscimento dei falsi organizzati dall’Agenzia coreana per la promozione del commercio e degli investimenti (KOTRA), presentando lo stato dei propri diritti di proprietà intellettuale e gli elementi per riconoscere i falsi, per bloccare i danni al brand causati dalla loro distribuzione.
La Commissione coreana per il commercio equo predispone con AliExpress e Temu un sistema per bloccare la distribuzione e la vendita di prodotti pericolosi
Non solo le aziende: anche il governo si muove per risolvere i problemi legati al C-commerce. Di recente la Commissione coreana per il commercio equo (KFTC) ha firmato con AliExpress e Temu un «accordo volontario sulla sicurezza dei prodotti». In base all’accordo, AliExpress e Temu faranno un monitoraggio interno sulla base delle informazioni sui prodotti pericolosi fornite dal governo e da altri enti e bloccheranno la distribuzione e la vendita dei prodotti pericolosi sulla base dei risultati di monitoraggi esterni, come quelli del governo.
Perché gli impegni dell’accordo volontario siano rispettati, il governo e gli altri enti raccoglieranno, tramite «Consumer 24», il sistema integrato di assistenza ai consumatori gestito dalla KFTC, le informazioni sui richiami all’estero e sui prodotti pericolosi emersi dai test di sicurezza, e le forniranno ad AliExpress e Temu. Le piattaforme comunicheranno queste informazioni ai venditori e ai consumatori.
Dopo la firma dell’accordo volontario, la KFTC verificherà con attenzione, insieme ai ministeri competenti e alle associazioni dei consumatori, che il sistema per bloccare la distribuzione e la vendita dei prodotti pericolosi funzioni bene. Ha inoltre annunciato che, se in futuro i test di sicurezza del governo e di altri enti sui prodotti venduti su AliExpress e Temu dovessero rilevare, per esempio, grandi quantità di sostanze nocive per la salute o comunque un rischio elevato per la sicurezza dei consumatori, adotterà misure attive, come l’emissione di avvisi di sicurezza, per prevenire i danni ai consumatori.