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MarqVision: «Le vendite non autorizzate pesano sul fatturato dei brand e colpiscono anche la fiducia nelle aziende»

Comunicato stampa

  • Pubblicato il «Report 2025 sulle strategie di crescita e-commerce», basato su un sondaggio tra 175 professionisti d’azienda
  • 8 aziende su 10: «Perdiamo oltre il 5% del fatturato annuo per le vendite non autorizzate», con danni che toccano anche il valore del brand

MarqVision, azienda di soluzioni integrate per la proprietà intellettuale basate sull’AI, ha annunciato il 19 la pubblicazione del «Report 2025 sulle strategie di crescita e-commerce», con i risultati di un sondaggio sulle vendite non autorizzate. È la prima volta che vengono resi noti nel dettaglio i danni subiti dalle aziende a causa delle vendite non autorizzate e l’entità reale delle perdite.

Per vendita non autorizzata si intende la distribuzione, da parte di venditori privi di autorizzazione ufficiale, di prodotti di autenticità incerta, spesso usando senza permesso le immagini dei prodotti del brand. È un rischio distributivo tipico di tutti i settori, da moda e beauty all’alimentare, e comprende sia la vendita a prezzi così bassi da sconvolgere il mercato, sia la modifica arbitraria delle informazioni sui prodotti che confonde i consumatori. La distribuzione di prodotti di provenienza incerta e le condizioni di conservazione poco igieniche non solo riducono la soddisfazione dei consumatori, ma possono anche mettere a rischio la loro salute.

Il report analizza da più punti di vista frequenza, entità dei danni e strategie di risposta alle vendite non autorizzate, sulla base di un sondaggio approfondito tra 175 professionisti d’azienda che hanno vissuto casi reali di vendita non autorizzata online. Ne emerge che le vendite non autorizzate minacciano seriamente il valore del brand e la redditività e che i processi di rilevamento e intervento delle aziende restano a un livello reattivo, in un circolo vizioso di perdite di fatturato che si ripete.

Alla domanda su quanto spesso trovino violazioni del prezzo minimo di vendita o del prezzo consigliato, l’81,7% degli intervistati ha risposto di trovare regolarmente vendite non autorizzate. Un risultato che mostra quanto il fenomeno sia diventato quotidiano: il 40,6% le trova «ogni mese», il 31,4% «ogni settimana» e il 9,7% addirittura «ogni giorno».

Il problema è che i danni delle vendite non autorizzate colpiscono l’immagine del brand. I tipi di danno rilevati sono ▲calo del valore del brand (36,6%) ▲danno alla politica dei prezzi ufficiale (24,2%) ▲calo della fiducia dei consumatori (20,8%) ▲problemi di allineamento dei prezzi su piattaforme come Coupang (18,5%). Sommando i danni legati al valore del brand e alla fiducia dei consumatori si arriva al 57,4%, oltre la metà. Poiché i venditori non autorizzati distribuiscono spesso modelli vecchi o prodotti senza gli aggiornamenti ufficiali, il danno colpisce direttamente non solo la soddisfazione dei consumatori, ma anche la fiducia nel brand.

Anche le perdite reali non sono trascurabili. Il 49,1% degli intervistati dichiara di perdere tra il 5 e il 10% del fatturato annuo per le vendite non autorizzate, e il 29,7% perdite tra il 10 e il 20%. In tutto il 79% perde oltre il 5% del fatturato annuo, e più del 9% delle aziende ha perdite superiori al 20%: la gravità dei danni è evidente.

Alla domanda su come monitorino le vendite non autorizzate, il 42,3% ha risposto di «monitorarle attivamente e intervenire». Il 34,9% dichiara di «monitorarle, ma di faticare a rispondere in modo efficace» e il 19,4% di «monitorarle ogni tanto, senza intervenire». Il 96,6% degli intervistati è consapevole delle vendite non autorizzate, ma meno della metà interviene davvero in modo attivo.

Le risposte adottate sono ▲segnalazione diretta alle piattaforme (35,4%) ▲azioni legali (28,6%) ▲gestione interna della distribuzione (25,7%), mentre il 10,3% non ha ancora strumenti di risposta. Le cause individuate sono la mancanza di personale specializzato, risorse limitate e una bassa priorità del tema.

Ma la soddisfazione per le risposte adottate non è alta. Alcune aziende hanno recuperato in parte le perdite dovute alle vendite non autorizzate, ma il 66,3% degli intervistati dichiara che le perdite restano alte, e il 6,9% ha risposto «non so»: segno che servono con urgenza sistemi interni di gestione dei danni e di monitoraggio dei dati.

Mark Lee, CEO di MarqVision, ha dichiarato: «Questo sondaggio ha confermato, attraverso la voce di chi lavora sul campo, che le vendite non autorizzate non sono un problema di singoli settori o brand, ma una minaccia per l’intera struttura distributiva. Per difendere davvero il valore del brand serve andare oltre le risposte occasionali, con una strategia sistematica che permetta monitoraggio e sanzioni in tempo reale e con competenze rafforzate».

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