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Come e-commerce e brand rispondono alle violazioni della proprietà intellettuale (IP)

Le politiche e i team di Amazon, AliExpress, Gmarket e altri contro le violazioni della proprietà intellettuale, e le campagne di Diesel, Lululemon e The RealReal.

Irene Lee4 min di lettura
In questa pagina2
  1. Nuove politiche e team dedicati delle piattaforme di e-commerce coreane ed estere per la tutela dei brand
  2. Come i brand proteggono consumatori e prodotti: campagne e irruzioni nei luoghi di produzione e nelle fabbriche di falsi

Con la crescita del mercato dei consumi online, il 2024 porta molti cambiamenti in Corea e all’estero. In particolare, con l’arrivo massiccio delle piattaforme di e-commerce cinesi (di seguito C-commerce) sul mercato coreano, i falsi di brand coreani venduti sulle piattaforme di C-commerce hanno fatto discutere. Anche sulle piattaforme di e-commerce coreane le violazioni della proprietà intellettuale (IP) dei brand causate da venditori scorretti che vendono falsi sono un problema, e capitava spesso di vedere brand pubblicare avvisi sui falsi tramite social e siti web. Cresce l’opinione che le violazioni della proprietà intellettuale, come la copia integrale dei design o l’uso illecito dei marchi, siano gravi non solo sul C-commerce, ma anche sull’e-commerce coreano.

All’estero, grazie al successo dei contenuti dell’onda coreana, i prodotti coreani guadagnano popolarità sui social, in particolare su Reels e TikTok, e crescono anche le vendite dei prodotti usati in quei video. Ma il fatto che i prodotti popolari in Corea siano spesso difficili da comprare all’estero viene sfruttato e porta a un aumento di falsi e prodotti distribuiti illegalmente, i casi più tipici di violazione della proprietà intellettuale. Quest’anno l’OCSE ha analizzato in termini quantitativi i danni economici subiti dalle aziende coreane per la circolazione di falsi. Il risultato: le perdite dell’economia coreana dovute ai falsi, che violano la proprietà intellettuale dei brand, arrivano a circa 7.000 miliardi di won. Proteggere la proprietà intellettuale dei brand per mantenere il valore degli originali e tutelare i consumatori è più importante che mai.

In questo articolo del blog di MarqVision vediamo quali politiche applicano le piattaforme di e-commerce coreane ed estere per proteggere brand e consumatori, e quali sforzi fanno le aziende per tutelare consumatori e brand.

Nuove politiche e team dedicati delle piattaforme di e-commerce coreane ed estere per la tutela dei brand

Piattaforme di e-commerce globali

1. Amazon: Amazon’s Counterfeit Crimes Unit

Amazon, la prima a espandersi sui mercati globali e a stabilizzare rapidamente i propri servizi, in molti paesi ha dovuto affrontare violazioni della proprietà intellettuale dei brand come copie di design e violazioni dei marchi. Per risolverle Amazon ha creato l’«Amazon’s Counterfeit Crimes Unit», un’unità contro i reati di contraffazione, e ha rafforzato le procedure di verifica dell’identità e di controllo dei venditori. Ha inoltre introdotto tecnologie di rilevamento dei documenti falsi e di verifica video per monitorare e colpire le violazioni della proprietà intellettuale, come venditori scorretti e falsi, proteggendo i brand e recuperando la fiducia dei consumatori.

Nel solo 2023 ha identificato e sequestrato oltre 7 milioni di falsi, proteggendo i brand ed evitando danni ai consumatori, e grazie alla cooperazione transfrontaliera contro la contraffazione ha condotto oltre 50 irruzioni in luoghi di produzione e vendita di falsi; con queste azioni attive contro le violazioni della proprietà intellettuale ha fatto arrestare oltre 100 venditori. Amazon ha creato l’«Amazon’s Counterfeit Crimes Unit» nel 2020 e investe ogni anno oltre 1 miliardo di dollari nella tutela dei brand.

2. AliExpress: tolleranza zero per i falsi su K-Venue

AliExpress, finita al centro del problema delle violazioni della proprietà intellettuale dei brand, applica il «principio di tolleranza zero per i falsi» ai prodotti in vendita su «K-Venue», la sua sezione dedicata ai prodotti coreani. Con algoritmi di intelligenza artificiale (AI) identifica testi, testi nelle immagini e immagini per individuare e colpire i falsi che violano la proprietà intellettuale dei brand. Verifica inoltre l’autenticità dei prodotti in base alla licenza commerciale del venditore e ai dati del brand. Quando un consumatore o un brand segnala un falso, dopo un monitoraggio dedicato procede con rimborso e blocco del prodotto.

Piattaforme di e-commerce coreane

3. Gmarket

Non solo le piattaforme estere: anche le aziende di e-commerce coreane rafforzano il contrasto alle violazioni della proprietà intellettuale, per esempio con il monitoraggio dei falsi. Gmarket usa un sistema di «filtraggio dei falsi» che monitora oltre 900.000 prodotti al giorno. Considerando insieme diversi elementi, dai nomi di ricerca ai prezzi, blocca in anticipo la circolazione dei falsi e protegge i brand. Prevede inoltre di introdurre gradualmente tecnologie di deep learning e di riconoscimento ottico dei caratteri (OCR) che verificano gli originali in base al database (DB) dei prodotti, per proteggere la proprietà intellettuale dei brand e i consumatori.

Il centro anti-contraffazione di Gmarket è attivo dal 2017: se un consumatore segnala un falso entro 1 anno dall’acquisto, il prodotto viene ritirato gratuitamente e fatto autenticare dal brand. Se il brand conferma che è falso, il rimborso è del 100%. Inoltre la piattaforma autentica gratuitamente anche i prodotti di lusso venduti tramite acquisto diretto dall’estero.

Ci sono poi altri esempi. SSG.COM applica soluzioni di AI e deep learning per la visione e tecnologie OCR sviluppate internamente per verificare in modo efficiente se i prodotti in vendita violano le norme o contengono informazioni false. Ha anche sviluppato internamente SIREN, un sistema automatizzato di controllo qualità, per gestire i prodotti in modo strutturato. 11st applica filtri preventivi e monitoraggio successivo per ridurre la vendita di falsi e di prodotti pericolosi per la salute dei consumatori. Monitora in modo mirato e continuo i brand con molte vendite di falsi, per proteggerli. Inoltre, con un sistema di rilevamento delle frodi (FDS), ha esteso il monitoraggio delle violazioni della proprietà intellettuale dei brand con condizioni più dettagliate. Lotte ON gestisce un sistema di allerta sui falsi attivo 24 ore su 24 e criteri più severi per l’ingresso dei venditori. È un sistema che individua i falsi prima delle segnalazioni dei clienti per ridurre al minimo i danni a clienti e brand presenti: segnala ai responsabili i venditori con un improvviso forte aumento delle cancellazioni d’acquisto o che rispondono senza impegno alle domande dei clienti sull’autenticità. Inoltre, se la probabilità che si tratti di un falso è alta, blocca la vendita del prodotto e sospende il pagamento al venditore.

Né le piattaforme di e-commerce globali né quelle coreane sono al riparo dai falsi, e il problema della contraffazione va oltre la semplice vendita illegale: incide direttamente sulla fiducia nei brand e sull’esperienza dei consumatori. Le strategie di tutela della proprietà intellettuale per proteggere i brand sui diversi canali di vendita online diventano sempre più importanti.

Come i brand proteggono consumatori e prodotti: campagne e irruzioni nei luoghi di produzione e nelle fabbriche di falsi

Abbiamo visto come le piattaforme di e-commerce coreane ed estere introducono nuovi sistemi per proteggere consumatori e brand. E i brand, come proteggono prodotti e consumatori? Scoprilo con casi reali di violazione della proprietà intellettuale e i metodi di tutela propri dei brand.

Diesel

Diesel, tornata popolare come capo di moda Y2K, monitora con continuità siti che impersonano il brand e vendita e produzione di falsi sui mercati di tutto il mondo, per proteggere la propria creatività e la propria proprietà intellettuale (IP) ed evitare che i consumatori acquistino falsi. Di recente Diesel, insieme alla polizia, ha sequestrato 43.905 borse Diesel false in un magazzino a Wuqia, nello Xinjiang, in Cina. Oltre alle irruzioni, dalla stagione autunno/inverno 2021 tutti i prodotti Diesel hanno un QR code univoco e un codice numerico di 12 cifre che permettono ai consumatori di verificarne l’autenticità, a tutela del brand.

Queste ampie azioni di Diesel contro i falsi non proteggono solo il valore dei prodotti, i consumatori e il brand, ma anche le condizioni di lavoro dei lavoratori coinvolti nella produzione di falsi. Molti produttori di falsi sfruttano il lavoro minorile e forzato e spesso non rispettano le misure di sicurezza per la salute dei lavoratori né il salario minimo, quindi le azioni permettono di colpire reati come lo sfruttamento del lavoro. In particolare, i falsi vengono quasi sempre prodotti fuori dalla portata delle leggi che li regolano e possono mettere a rischio la salute dei consumatori, quindi il brand partecipa ancora più attivamente alla tutela e colpisce le violazioni della propria proprietà intellettuale.

Lululemon

La campagna Dupe Swap di Lululemon (fonte della foto: https://www.contagious.com)

Negli ultimi anni, tra la Gen Z, comprare ed esibire imitazioni (dupe) è diventato normale, fino a diventare uno stile e una tendenza. Invece di combattere questa tendenza, Lululemon l’ha sfruttata con una campagna di tutela del brand particolare chiamata «Dupe Swap»: i consumatori che portavano leggings che copiavano i prodotti Lululemon potevano cambiarli con un prodotto originale del brand.

Non sai cosa sono gli acquisti di dupe e rep diventati di moda tra la Gen Z? Scoprilo in un precedente articolo del blog.

Con la campagna Dupe Swap, Lululemon ha rimesso in luce per i clienti il valore del brand costruito negli anni e l’unicità dei suoi prodotti, e insieme ha creato un’occasione per conquistare i clienti futuri. Nata per tutelare la proprietà intellettuale del brand, questa campagna ha capito i consumatori della Gen Z e ha fatto loro provare di persona la differenza tra originale e falso, aumentando fiducia e affetto verso il brand.

The RealReal

Esposizione di falsi di The RealReal (fonte della foto: https://www.retailtouchpoints.com)

The RealReal è una piattaforma online di intermediazione per brand di moda che lavora per favorire la circolarità dei prodotti, di lusso e non. Con collaborazioni con diversi brand di moda allunga la vita dei prodotti usati, già prodotti e acquistati, così che risorse come l’acqua e le materie prime impiegate nella produzione non vadano sprecate e l’impatto ambientale sia minimo. Per sensibilizzare sulla tutela dei brand e sui falsi, espone falsi nel suo negozio di Canal Street a New York. Nel negozio, visitabile fino a settembre di quest’anno, si ottengono informazioni sui falsi tramite QR code esterni e si può partecipare a un’estrazione mensile che offre l’occasione di cambiare il proprio falso con un originale.

Con questo negozio fisico The RealReal sottolinea che i falsi hanno molti effetti negativi sulla società, come la distruzione dell’ambiente e i finanziamenti illeciti, e spiega ai consumatori l’importanza della tutela dei brand e dei prodotti originali. Molti falsi sono prodotti in ambienti di lavoro non sicuri, con pratiche non etiche come il lavoro forzato o minorile, e in particolare i prodotti falsi che violano la proprietà intellettuale dei brand svalutano la cura e il tempo che i designer dedicano agli originali.

I falsi non minacciano solo il valore dei brand e i consumatori, ma hanno anche molti effetti negativi sulla società, come la distruzione dell’ambiente e i finanziamenti illeciti. Per piattaforme di e-commerce e brand è importante affrontare in modo strategico i metodi di produzione e distribuzione dei falsi, che cambiano di continuo, e trovare modi per bloccarli e proteggere i brand. Con la tecnologia AI avanzata di MarqVision, usata da brand di molti settori, dal brand di bellezza Muzigae Mansion ai brand di moda F&F e Courrèges, si possono monitorare e colpire le violazioni della proprietà intellettuale dei brand su oltre 1.500 siti di e-commerce e marketplace online. Scopri subito le violazioni della proprietà intellettuale che sono sfuggite a te e alle piattaforme di e-commerce su cui vendi.

Scritto da

Irene Lee