Impersonificazione dei brand e violazioni della proprietà intellettuale: le soluzioni segnalate dal Wall Street Journal
Molti brand in rapida crescita vengono copiati e impersonati online. Dal caso Darn Tough raccontato dal Wall Street Journal, come MarqVision ha agito con l’AI.

In questa pagina5
- I brand in rapida ascesa non sono più al sicuro.
- Perché i piccoli brand in crescita finiscono nel mirino dei venditori scorretti
- La violazione della proprietà intellettuale di Darn Tough: i siti impostori
- Come MarqVision ha protetto Darn Tough dall’impersonificazione
- Strategie di tutela del brand contro nuove minacce come l’impersonificazione
In questo articolo del blog di MarqVision abbiamo tradotto un estratto dell’articolo originale del Wall Street Journal, che puoi leggere per intero qui.
I brand in rapida ascesa non sono più al sicuro.
Le violazioni della proprietà intellettuale non riguardano più solo i brand globali. Di recente molti piccoli brand in crescita si vedono rubare l’identità, e questo mette a rischio la sopravvivenza stessa della loro attività.
Per molto tempo le violazioni della proprietà intellettuale sono state associate soprattutto ai falsi di famosi brand globali. Negli ultimi anni, però, sono aumentati rapidamente i casi in cui venditori scorretti prendono di mira brand in rapida ascesa. In un recente articolo del Wall Street Journal, MarqVision ha spiegato nel dettaglio, attraverso il caso del brand Darn Tough, come i brand in crescita possono affrontare queste minacce.
Darn Tough è un brand noto per le sue calze outdoor di alta qualità. Eppure anche questo brand, relativamente conosciuto tra i piccoli brand, è finito nel mirino dei venditori scorretti. Moltissimi piccoli brand non sono protetti e rischiano di diventare in qualsiasi momento il prossimo bersaglio.
In questo articolo vediamo perché i brand in rapida ascesa sono diventati i nuovi bersagli principali dei venditori scorretti, quali minacce ha affrontato Darn Tough e come MarqVision protegge i piccoli brand.
Perché i piccoli brand in crescita finiscono nel mirino dei venditori scorretti
Perché i piccoli brand sono così esposti ai venditori scorretti? Se i brand famosi hanno un pubblico molto più ampio, perché i venditori scorretti puntano alle piccole aziende?
Perché i brand in rapida ascesa sono ancora vulnerabili sul fronte della tutela del brand. Le grandi aziende hanno capito da tempo l’importanza della tutela del brand e hanno investito in soluzioni automatizzate. Conoscono le strategie dei produttori di falsi e rispondono attivamente con azioni legali come blitz nelle fabbriche, rivendicazioni sui beni e congelamento dei conti bancari.
I brand in rapida ascesa, invece, spesso non sanno come rispondere alle violazioni della proprietà intellettuale. In particolare, molti non definiscono una strategia di tutela della proprietà intellettuale quando avviano l’attività, e quando il problema si presenta non sanno come gestirlo.
Inoltre, spesso a occuparsene non sono esperti di tutela del brand con esperienza specifica, ma l’ufficio legale interno o consulenti legali con una preparazione giuridica generale.
La violazione della proprietà intellettuale di Darn Tough: i siti impostori
Il caso Darn Tough mostra bene quanto siano sempre più sofisticati i metodi dei venditori scorretti e perché scelgano certi bersagli.
I venditori scorretti hanno usato immagini e testi del brand Darn Tough per creare siti falsi molto simili a quello ufficiale. Per ingannare i consumatori hanno usato URL simili a quello del sito ufficiale e promosso attivamente i siti falsi con annunci online, arrivando a superare i ricavi online reali di Darn Tough.
Aggiungevano agli annunci di Darn Tough finti sconti e li pubblicavano su diverse piattaforme digitali, ingannando i consumatori.
Non si sono fermati a un solo sito falso, ma hanno continuato a creare nuovi siti e account. Ogni volta che uno veniva rimosso ne nasceva un altro, in un circolo vizioso senza fine. La confusione e il malcontento dei consumatori ricadevano sul vero Darn Tough, e la reputazione del brand ne è uscita gravemente danneggiata.
Ryan Dahlstrom, Global Director of Digital Commerce, ha raccontato: «Cinque giorni a settimana, passavo metà della giornata a tracciare e rimuovere siti impostori», sottolineando l’enorme frustrazione causata dal continuo ricomparire di siti impostori.
Come MarqVision ha protetto Darn Tough dall’impersonificazione
Per trovare una soluzione in grado di contrastare con efficacia siti impostori che continuavano a ricomparire, Darn Tough ha scelto MarqVision.
La piattaforma di MarqVision basata sull’AI ha rilevato e classificato tutti i siti impostori che prendevano di mira Darn Tough. Il sistema automatizzato ha identificato in modo efficiente le minacce online al brand e raccolto le prove delle violazioni della proprietà intellettuale. Tutti questi dati potevano essere archiviati e consultati direttamente nella dashboard di Darn Tough.
Una delle grandi difficoltà era che molti siti impostori erano raggiungibili solo tramite annunci digitali. La tecnologia specializzata di MarqVision è riuscita però a trovare anche i siti falsi nascosti, e Darn Tough ha visto che, per quanto sofisticate fossero le loro strategie, i venditori scorretti non potevano più nascondersi.
Strategie di tutela del brand contro nuove minacce come l’impersonificazione
Le strategie ripetitive tradizionali non bastano più a proteggere i brand dai venditori scorretti. Per quanto in fretta compaiano nuovi siti impostori, MarqVision è pronta a rilevare le violazioni della proprietà intellettuale del brand e ad avviare azioni legali.
Con la soluzione di MarqVision, brand in rapida ascesa come Darn Tough possono proteggersi online in sicurezza e concentrarsi sulla crescita del business e sull’offrire ai consumatori prodotti di alta qualità.
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