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TikTok Shop, Temu e Shein si affermano come marketplace chiave per il 2024

TikTok Shop, Temu e Shein sono cresciuti molto negli ultimi anni e rappresentano una nuova possibile minaccia per la brand protection nel 2024.

Ryan Williams4 min di lettura
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  1. TikTok Shop: l’e-commerce rivoluzionato dal video
  2. Temu: la concorrenza ridefinita da prezzi aggressivi
  3. Shein: un doppio approccio alla contraffazione nella moda

Entrando nel 2024, i riflettori sono puntati su tre marketplace in rapida ascesa che pongono sfide significative all’integrità della proprietà intellettuale dei brand.

TikTok Shop, Temu e Shein offrono ciascuno qualcosa di molto attraente per chi compra online, e nell’ultimo anno hanno conquistato enormi basi di clienti abituali. Tra integrazione nella vita digitale quotidiana, prezzi, ampiezza dell’offerta e strategie di marketing, queste piattaforme emergenti hanno travolto l’e-commerce.

Ma hanno già sollevato polemiche sulla proprietà intellettuale, e sono quindi punti cruciali di attenzione per gli imprenditori che vogliono proteggere l’identità del proprio brand in un ambiente online che offre già molte strade per vendere prodotti contraffatti.

Vediamo TikTok Shop, Temu e Shein e perché sono i marketplace da tenere d’occhio nel 2024.

TikTok Shop: l’e-commerce rivoluzionato dal video

Iniziamo con TikTok Shop, l’ultima novità della popolarissima piattaforma di condivisione video TikTok. Dal lancio, a settembre 2023, il marketplace è diventato un potenziale punto caldo per i contraffattori che cercano un accesso diretto ai consumatori.

Il principale richiamo di TikTok Shop è che offre ai venditori un canale unico per integrare senza soluzione di continuità la promozione dei prodotti nei contenuti di intrattenimento. Gli utenti, in particolare quelli della Gen Z e della Gen Alpha, hanno adottato TikTok in modo massiccio dalla pandemia di Covid.

Venditori di ogni tipo sfruttano volentieri l’enorme base di utenti già presente sulla piattaforma, che oggi conta oltre un miliardo di utenti attivi.

Già prima del lancio di TikTok Shop, i creator usavano la piattaforma per l’e-commerce promuovendo prodotti e inserendo link ad altre piattaforme. Il passaggio a una funzionalità e-commerce integrata è stato quindi naturale.

In passato abbiamo spiegato nel dettaglio come i contraffattori possano già sfruttare la piattaforma video di TikTok per eludere abilmente la tutela della proprietà intellettuale. Per saperne di più, guarda qui sotto il video sulla realtà di RepTok su TikTok.

In sintesi, la strategia RepTok si basa su un processo in cui prima si promuovono articoli contraffatti nei video, spesso mostrando gli «haul» di prodotti acquistati online. Poi questi creator indirizzano gli spettatori a un passaggio intermedio, come un canale WhatsApp o un foglio di calcolo pubblico, che rimanda a un’inserzione su un marketplace online.

I contraffattori sono famosi per sfruttare le piattaforme online in ogni modo possibile, e anche questa volta non hanno perso tempo ad approfittare della portata di TikTok Shop. Che vendano direttamente sul marketplace o usino tattiche diversive, questi malintenzionati opportunisti sono pronti a mettere alla prova le difese della piattaforma contro le violazioni della proprietà intellettuale.

La buona notizia è che TikTok ha dimostrato un atteggiamento proattivo nell’affrontare queste sfide, molto più di altre piattaforme preferite dai contraffattori. TikTok collabora attivamente con le parti interessate per contrastare rapidamente la contraffazione, rispettando la proprietà intellettuale dei brand e le loro richieste di tutela.

Temu: la concorrenza ridefinita da prezzi aggressivi

Il prossimo nel nostro radar è Temu, la filiale statunitense del colosso cinese Pinduoduo.

Negli ultimi due anni Temu ha guadagnato rapidamente terreno dando priorità alla quota di mercato rispetto ai margini di profitto. Questa ricerca incessante della convenienza, riassunta nello slogan «Shop Like A Billionaire», non solo spinge i venditori a risparmiare su tutto, ma favorisce anche la proliferazione di prodotti contraffatti.

Una politica molto incoraggiante per chi vende falsi è l’obbligo imposto dal marketplace ai venditori di offrire i prodotti a prezzi inferiori a quelli delle piattaforme concorrenti. Questo allineamento dei prezzi, soprattutto rispetto al marketplace cinese concorrente 1688.com, crea di fatto una corsa al ribasso.

Se questa politica non bastasse a spingere i prezzi a livelli impossibili, eccone un’altra. Come tutti i marketplace che ammettono venditori terzi, Temu deve spesso scegliere a quale venditore assegnare l’inserzione principale di un determinato prodotto.

Di solito le piattaforme usano diversi fattori di ranking, come le valutazioni dei clienti e lo storico del venditore. Temu, invece, userebbe il prezzo dell’articolo come unico fattore di scelta: il venditore più economico ottiene sempre l’inserzione principale.

Le attività di contraffazione hanno costi fissi molto più bassi delle aziende legittime, soprattutto perché possono eliminare quasi del tutto i costi di sviluppo prodotto e marketing. Ci riescono sfruttando gratuitamente il lavoro che i brand originali hanno fatto per sviluppare e promuovere i propri prodotti.

Con aspettative di prezzo così basse, Temu potrebbe creare un ecosistema in cui i prodotti contraffatti prosperano senza freni.

Shein: un doppio approccio alla contraffazione nella moda

Il nostro ultimo candidato, Shein, ha avuto una crescita esplosiva sia come retailer di moda sia come marketplace in espansione. Il brand, fondato in Cina e oggi con sede a Singapore, è noto per la sua storia di copie di design e per un approccio permissivo alla tutela della proprietà intellettuale.

Shein ha ora ampliato la sua portata introducendo un marketplace per venditori terzi. Offrendo una piattaforma ai venditori esterni accanto ai propri prodotti, Shein apre le porte a una miriade di violazioni della proprietà intellettuale.

Ciò che distingue Shein dagli altri marketplace online, perfino da TikTok Shop e Temu, è una questione di intenzione. Le altre piattaforme online di solito ospitano falsi quando i malintenzionati trovano il modo di passare inosservati e vendere la propria merce senza che la piattaforma se ne accorga. Shein, invece, ha dimostrato di essere essa stessa disposta a violare la proprietà intellettuale di aziende esistenti.

Diversi brand di moda di primo piano hanno già fatto causa a Shein, tra cui Ralph Lauren, Levi’s, Uniqlo e altri. Le accuse vanno dal furto di design, perché Shein stessa è accusata di copiare design esistenti di brand noti apportando solo piccole modifiche, alla vendita di prodotti contraffatti.

Il marketplace di Shein offre strumenti per segnalare le violazioni, ma il suo impegno a tutelare la proprietà intellettuale dei brand sulla piattaforma è dubbio.

Se sei titolare di un brand o un’azienda alle prese con i falsi, MarqVision è qui per darti un’ancora di salvezza. Come emerge dall’analisi di TikTok Shop, Temu e Shein, la lotta contro i contraffattori sta diventando sempre più complessa e urgente.

Di fronte a queste minacce, MarqVision è pronta a sostenere le aziende con soluzioni su misura per contrastare efficacemente la contraffazione. Non lasciare che i contraffattori minino il successo che ti sei guadagnato con fatica. Contatta MarqVision oggi e riprendi il controllo dell’integrità del tuo brand.

Scritto da

Ryan Williams