Vai al contenutoNovitàFai una domanda. Brand Intelligence Agent ti indica il passo successivo.Scopri di più

Manuale di base della proprietà intellettuale nell’era dell’AI

Un manuale pratico per i team legali, di brand protection e IP che affrontano il futuro della brand protection.

Christina KimFormer Global Head of Marketing4 min di lettura
In questa pagina12
  1. Panoramica
  2. Guarda l’intervista completa
  3. Indice
  4. 1. Cosa conta come IP nel 2025 (e perché si sta complicando)
  5. 2. Perché i marchi contano ancora, e come usarli in modo strategico
  6. 3. L’ascesa delle violazioni tramite AI: furto di stile, «ghiblificazione» e confusione sul copyright
  7. 4. L’accaparramento di marchi in Cina (e altri errori costosi)
  8. 5. Una guida visiva: depositare un marchio non è mai stato così facile
  9. 6. Case study: come MUARMUS ha recuperato il proprio marchio in Cina e salvato il lancio sul mercato
  10. 7. Il futuro della IP: AI, metaverso e tutela transfrontaliera
  11. Le lezioni finali
  12. Vuoi parlare di strategia?

Panoramica

I fondamenti della proprietà intellettuale non sono cambiati, ma la posta in gioco e la velocità delle azioni di tutela sì.

Nel mondo di oggi, digitale prima di tutto e accelerato dall’AI, i team non possono più affidarsi solo alle tutele IP tradizionali. Che tu stia lanciando un brand, espandendoti a livello globale o combattendo tattiche di violazione sofisticate, la tua strategia IP deve essere proattiva, basata sui dati e pronta per il futuro.

Questo manuale illustra i nuovi fondamenti della tutela IP nel 2025 e oltre: le buone pratiche sui marchi, i rischi posti dall’AI e dalle tecnologie emergenti e il modo in cui strumenti moderni come MarqFolio aiutano i team a proteggere i loro asset più preziosi.

Guarda l’intervista completa

Indice

  1. Cosa conta come IP nel 2025 (e perché si sta complicando)
  2. Perché i marchi contano ancora, e come usarli in modo strategico
  3. L’ascesa delle violazioni tramite AI: furto di stile, «ghiblificazione» e confusione sul copyright
  4. L’accaparramento di marchi in Cina (e altri errori costosi)
  5. Una guida visiva: come funziona oggi il deposito di un marchio
  6. Case study: come MarqFolio ha aiutato un brand coreano a riprendersi la propria identità in Cina
  7. Il futuro della IP: AI, metaverso e tutela globale a confronto

1. Cosa conta come IP nel 2025 (e perché si sta complicando)

Esistono cinque categorie principali di IP, e ognuna sta diventando più complessa. Leggi le definizioni qui sotto e consulta il nostro glossario per prendere confidenza con altri termini essenziali della brand protection.

Definizioni di base della IP

«La tua IP è la prova della tua titolarità, come un atto di proprietà per i tuoi beni digitali. Senza, sei esposto a imitatori, confusione e ricavi persi.»

—Sungbin Kim, Product Manager, MarqFolio

2. Perché i marchi contano ancora, e come usarli in modo strategico

I marchi sono la spina dorsale della brand protection. Eppure molti brand ne sottovalutano ancora l’importanza e la fragilità, soprattutto durante l’espansione internazionale.

Cinque errori critici da evitare con i marchi:

  1. Pensare che la protezione in un paese equivalga a una copertura globale
    I marchi sono territoriali. Averne depositato uno negli Stati Uniti non significa essere protetti in Cina, nell’UE o nei mercati emergenti.

  2. Rimandare il deposito a dopo il lancio sul mercato
    Aspettare che il prodotto sia in vendita per registrare il marchio dà ai soggetti in malafede una finestra per accaparrarsi la tua IP, soprattutto in aree ad alto rischio come la Cina.

  3. Ignorare classi di nicchia o beni emergenti (per esempio i collezionabili digitali)
    I marchi sono tutelabili solo nelle classi in cui li registri. Trascurare categorie come NFT, oggetti del metaverso, cosmetici virtuali o avatar lascia la tua IP esposta.

  4. Non monitorare le imitazioni durante il periodo di opposizione
    La maggior parte delle giurisdizioni consente un’opposizione pubblica prima che un marchio venga registrato definitivamente, ma la finestra è stretta. Senza strumenti di sorveglianza del marchio rischi di perdere l’unica occasione per fermare un marchio confondibile.

  5. Sottovalutare costi e tempi per recuperare un marchio accaparrato
    Come mostrano i casi Manolo Blahnik e Plumtree Software qui sotto, recuperare un marchio può richiedere anni e costare centinaia di migliaia di dollari. Depositare per primi non è solo una mossa intelligente: è una necessità finanziaria.

«La cronologia è tutto. Se non registri per tempo, lo farà qualcun altro. E pagherai caro per riaverlo.»

—Charlie Abrahams

L’AI generativa ha aperto un’era in cui è facile replicare uno stile visivo iconico senza copiare un solo pixel. Dalle animazioni in stile Disney ai ritratti ispirati allo Studio Ghibli, milioni di utenti caricano le proprie immagini personali nei motori AI e ricevono risultati stilizzati che imitano l’aspetto e l’atmosfera di creatori famosi.

Per i consumatori questi strumenti sono divertenti. Ma per i titolari dei diritti? Sono un incubo. Perché?

Perché secondo la legge attuale nella maggior parte delle giurisdizioni il copyright protegge solo le «opere originali dell’ingegno fissate su un supporto». Questo significa che una foto, un disegno o una canzone devono essere riprodotti in modo identico, o quasi, perché una contestazione di violazione abbia successo. L’imitazione dello stile, per quanto inconfondibile, ricade in una zona grigia del diritto.

Il Giappone se ne sta accorgendo

Il Giappone, patria degli anime e di alcune delle IP visive più riconoscibili al mondo (come Pokémon, Dragon Ball Z e One Piece), è tra i primi governi a valutare attivamente una nuova legislazione su questo tema. I legislatori stanno valutando se i contenuti generati dall’AI che imitano lo stile di un artista specifico, senza copiarne direttamente le opere, debbano essere soggetti alla tutela IP.

Potrebbe essere una svolta decisiva nel modo in cui stile, tono e linguaggio visivo vengono protetti dal diritto d’autore.

Come la tecnologia potrebbe colmare il vuoto

Mentre la legge cerca di mettersi al passo, la tecnologia inizia a colmare il vuoto nelle azioni di tutela. In MarqVision i nostri ingegneri hanno di recente realizzato un esperimento interno: uno strumento basato sull’AI che rileva se un’immagine è stata trasformata in un’illustrazione in stile Studio Ghibli, anche se l’immagine è del tutto nuova e non è una copia esatta di alcuna opera protetta.

Abbiamo testato il sistema su meme famosi come Disaster Girl e Skeptical Kid, caricandone le versioni «ghiblificate». Il motore ha restituito un’affidabilità vicina al 100% sulla corrispondenza con l’estetica Ghibli. Testato con un’animazione simile ma non Ghibli (come One Piece), il sistema l’ha correttamente classificata come non in stile Ghibli.

«Stiamo entrando in una zona grigia in cui la legge non si è ancora adeguata, ma le minacce sono reali. Solo la tecnologia può tenere il passo.»

—Christina Kim, responsabile marketing, MarqVision

In breve:

  • Il copyright richiede ancora un’«espressione originale fissata su un supporto»
  • L’imitazione dello stile potrebbe non essere tutelabile secondo la legge attuale
  • Piattaforme e strumenti AI faranno sempre più da garanti, prima ancora delle autorità di regolamentazione

4. L’accaparramento di marchi in Cina (e altri errori costosi)

Due esempi hanno reso evidente questa lezione:

Plumtree Software: in ostaggio in Europa:

Prima di entrare nel mondo della IP e della brand protection, Charlie Abrahams è stato il primo dipendente europeo di una startup tecnologica statunitense in rapida crescita, Plumtree Software.

Mentre l’azienda faceva parlare di sé in Nord America, un soggetto in malafede in Europa ha registrato in silenzio il nome «Plumtree Software» come marchio, prima che l’azienda si espandesse all’estero o depositasse i propri marchi oltre confine.

«Appena abbiamo iniziato a fare marketing in Europa, questa persona ha alzato la mano e ha detto: “Ehi, il marchio qui è nostro. State violando i nostri diritti”.» —Charlie Abrahams

L’accaparratore ha chiesto una somma consistente, sapendo che Plumtree avrebbe dovuto pagare per recuperare il marchio oppure cambiare completamente nome in Europa. L’azienda era di fatto tenuta in ostaggio sul proprio nome per non aver depositato per tempo.

Manolo Blahnik: una battaglia legale di 22 anni in Cina:

Il designer di scarpe di lusso Manolo Blahnik, reso celebre in tutto il mondo da Sex and the City, ha affrontato una battaglia simile ma ancora più lunga.

Pur essendo titolare del nome e del brand a livello globale, Blahnik non aveva registrato il marchio in Cina nei primi anni di attività dell’azienda. Un soggetto in malafede lo ha fatto prima.

«All’epoca non pensavano di fare affari in Cina. Ma anni dopo, quando si sono espansi, non potevano far valere il proprio marchio sulle piattaforme locali.» —Charlie Abrahams

Senza la titolarità del marchio in Cina, il team di Blahnik non poteva rimuovere i falsi, mettere al sicuro le inserzioni sui marketplace né promuovere legalmente il brand nella regione.

Ci sono voluti oltre vent’anni di contenzioso per recuperare i diritti (per non parlare di milioni di dollari di spese legali). Solo nel 2022 l’azienda è finalmente tornata in possesso del proprio marchio in Cina.

«Registra prima. Sempre. Soprattutto in Cina. Una tassa di deposito da $200 oggi può farti risparmiare oltre $150.000 domani.»

—Sungbin Kim

5. Una guida visiva: depositare un marchio non è mai stato così facile

Con MarqFolio, registrare e proteggere i tuoi marchi in tutto il mondo non è più una fatica burocratica. La piattaforma ti guida in un flusso semplificato, passo dopo passo, pensato per velocità e precisione:

  1. Scegli il tipo di IP: marchio denominativo, logo, marchio composito o design
  2. Scegli la classe di Nizza: in base alla descrizione del prodotto o al suggerimento automatico
  3. Scegli le giurisdizioni: mercati di destinazione come Cina, Indonesia e altri
  4. Invia e verifica: include un report di ammissibilità e una consulenza con un esperto

Poi resta protetto con Folio Watch:

Il deposito è solo il primo passo. Con Folio Watch ottieni una sorveglianza proattiva del marchio che ti avvisa quando qualcuno deposita un marchio simile, dandoti una finestra decisiva per presentare opposizione prima che sia troppo tardi.

«La maggior parte delle aziende non sa di avere solo un breve periodo di opposizione. Folio Watch fa in modo che tu non lo perda, e tiene protetto il tuo portafoglio IP mentre cresci.»

Unendo i servizi di deposito e di sorveglianza, MarqFolio ti dà un controllo end-to-end: dalla registrazione globale alla protezione continua, tutto in un’unica piattaforma.

6. Case study: come MUARMUS ha recuperato il proprio marchio in Cina e salvato il lancio sul mercato

Quando il brand di moda coreano MUARMUS ha iniziato a prepararsi all’ingresso nel mercato cinese, aveva tutte le carte in regola: una forte notorietà in patria, una domanda globale in crescita e una strategia di espansione tramite le piattaforme di e-commerce locali.

Ma c’era un problema serio.

Il suo marchio era già stato registrato in Cina, da qualcun altro.

Come nel caso Manolo Blahnik, un soggetto in malafede si era accaparrato il nome MUARMUS, depositando il marchio prima che l’azienda potesse farlo. Questo significava che MUARMUS non poteva legalmente usare il proprio nome su piattaforme cinesi come Tmall e JD.com, mettendo a rischio l’intero piano di ingresso nel mercato.

Come MarqFolio ha aiutato a ribaltare la situazione

MUARMUS si è rivolta al team di esperti in marchi di MarqFolio, che ha avviato rapidamente una procedura di nullità, cioè un’azione legale che contesta un marchio già registrato sulla base della malafede.

Ecco cosa è successo dopo:

  • Valutazione e deposito rapidi: i nostri esperti legali hanno costruito una solida azione di nullità, con prove che MUARMUS operava da tempo con quel nome e che l’accaparratore non aveva alcun diritto legittimo sul marchio.
  • Nullità ottenuta: le autorità cinesi si sono pronunciate a favore di MUARMUS, dichiarando nullo il marchio accaparrato.
  • Recupero completo del brand: a MUARMUS sono stati riconosciuti i pieni diritti sul proprio nome, aprendo la strada a inserzioni, social media e marketing del brand.

Impatto sul business

Con il supporto di MarqFolio, MUARMUS ha potuto:

  • Evitare mesi di stallo costoso che avrebbero ritardato e-commerce e ricavi
  • Procedere con l’ingresso sulle principali piattaforme e marketplace cinesi
  • Proteggere i propri asset IP in un mercato ad alto rischio e ad alta crescita
  • Costruire fiducia con partner e clienti, essendo titolare della propria identità in tutte le regioni

La lezione

La storia di MUARMUS è un avvertimento per i brand in rapida crescita:

Se non depositi per tempo il tuo marchio sui mercati globali, potrebbe farlo qualcun altro, e non te lo restituirà senza combattere.

7. Il futuro della IP: AI, metaverso e tutela transfrontaliera

Cosa ci aspetta? Ecco cosa stiamo osservando sul campo e cosa i team legali e di brand dovrebbero tenere d’occhio:

  • L’imitazione di voci e immagini tramite AI metterà alla prova i limiti del diritto d’autore
  • I beni del metaverso solleveranno dubbi sul fatto che gli oggetti digitali siano protetti dai diritti sui design fisici
  • Le tecnologie di tutela IP diventeranno un requisito minimo per restare conformi alle piattaforme e accedere ai marketplace globali

«La titolarità è sempre più sfumata. Ma il bisogno di protezione è più chiaro che mai. In un mondo digitale, la IP è la tua rampa di lancio, e il tuo fossato difensivo.»

Le lezioni finali

  • Deposita per tempo, soprattutto in Cina e negli altri mercati ad alto rischio

  • Usa la tecnologia per rilevare e dimostrare più in fretta le violazioni

  • Non aspettare che la legge si adegui. Affidati a piattaforme e AI

  • Tratta la IP come le fondamenta del tuo brand, non come un ripensamento

Vuoi parlare di strategia?

Che tu stia espandendoti a livello globale, combattendo violazioni o cercando di razionalizzare il tuo portafoglio marchi, MarqVision può aiutarti. Prenota oggi una consulenza gratuita compilando il modulo in questa pagina o qui.

Scritto da

Christina Kim

Former Global Head of Marketing