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Come rimuovere più velocemente i contenuti illeciti dai siti web: strategie chiave per una tutela efficace

Come rimuovere più in fretta i siti illeciti con monitoraggio in tempo reale, segnalazioni in blocco e strategie antipirateria più intelligenti.

Christopher ChaeHead of Marketing4 min di lettura
In questa pagina4
  1. Visibilità in tempo reale sull’avanzamento delle rimozioni
  2. Segnalazioni in blocco coordinate per rimozioni più rapide
  3. Uno storico chiaro delle azioni di tutela: misurare l’impatto con il «tasso di pulizia»
  4. Report trasparenti e aggiornamenti in tempo reale sulla tutela

La pirateria online è un problema da miliardi di dollari.

Secondo la U.S. Chamber of Commerce, la pirateria digitale costa ogni anno all’economia statunitense almeno 29,2 miliardi di dollari di mancati ricavi. In tutti i settori, i siti illeciti rubano proprietà intellettuale, ingannano i consumatori e intaccano la reputazione dei brand. Eppure le azioni di tutela spesso faticano a stare al passo con la velocità con cui questi siti nascono, si spostano e ricompaiono.

Per essere efficace, la tutela deve essere rapida, coordinata e trasparente. Ma molti brand non hanno una visibilità in tempo reale sull’avanzamento delle rimozioni, si affidano a processi di segnalazione manuali che li rallentano o non tengono traccia di quali azioni di tutela funzionano davvero.

Come si presenta, allora, una strategia di tutela solida?

Visibilità in tempo reale sull’avanzamento delle rimozioni

Uno degli aspetti più trascurati di una tutela efficace contro i siti illeciti è avere una visione in tempo reale delle azioni intraprese. Una volta inviata una richiesta di rimozione, è essenziale monitorare:

  • Lo stato di deindicizzazione su Google: il sito è stato rimosso dai risultati di ricerca?
  • L’intervento del provider di hosting: il contenuto è stato disattivato?
  • L’intervento del registrar: il dominio è stato sospeso?

Senza una visibilità chiara, i brand restano in attesa senza sapere se la tutela sta andando avanti, o se qualcuno sta davvero intervenendo.

La trasparenza sullo storico delle azioni aiuta poi i brand ad affinare il proprio approccio. Se un registrar ignora sistematicamente le richieste, i team possono concentrarsi su canali alternativi. Se alcuni provider di hosting rispondono subito, gli sforzi possono essere indirizzati verso piattaforme simili.

Segnalazioni in blocco coordinate per rimozioni più rapide

Un sito illecito non dipende da un solo provider per restare online. Esiste grazie a una rete di soggetti, tra cui registrar di domini, provider di hosting, content delivery network (CDN) e motori di ricerca.

Se questi soggetti non intervengono, il sito può restare online per settimane o addirittura mesi.

Un approccio frammentato alla tutela, in cui le richieste di rimozione vengono inviate singolarmente e in momenti diversi, lascia troppo spazio ai ritardi. La tutela deve invece avvenire su larga scala, con segnalazioni in blocco che avvisano contemporaneamente tutti i soggetti necessari. Più in fretta queste reti ricevono una richiesta, più in fretta un sito illecito scompare.

Uno storico chiaro delle azioni di tutela: misurare l’impatto con il «tasso di pulizia»

La tutela non consiste nel rimuovere un sito una volta sola: significa imparare da ogni azione per migliorare i risultati futuri. Senza uno storico dettagliato e con data e ora delle azioni di tutela, i brand rischiano di passare settimane a inseguire percorsi di rimozione inefficaci senza sapere cosa funziona e cosa no. Ma, oltre al successo delle singole rimozioni, i brand hanno bisogno di un modo standardizzato per misurare l’efficacia complessiva della propria strategia di tutela dei contenuti.

Uno dei modi più efficaci per farlo è monitorare il «tasso di pulizia» (Cleanliness Rate). Questa metrica valuta quanto è pulita la prima pagina dei risultati di ricerca di Google per le query chiave legate al brand. Si calcola come percentuale di risultati positivi, compresi i siti ufficiali e quelli in whitelist, per misurare quanto le azioni antipirateria riescano a tenere le fonti non autorizzate fuori dalle prime posizioni.

Invece di concentrarsi solo sul numero di rimozioni, monitorare il «tasso di pulizia» aiuta i brand a valutare l’impatto reale della tutela: la prima pagina dei risultati di ricerca riflette i contenuti autorizzati o i siti illeciti continuano a sottrarre traffico?

Monitorare il «tasso di pulizia» nel tempo offre ai brand una misura complessiva di quanto funziona la loro strategia di tutela dei contenuti. Sposta l’attenzione dalla rimozione dei singoli siti illeciti alla garanzia che le fonti legittime dominino la visibilità nelle ricerche, riducendo al minimo la perdita di traffico e l’erosione del brand.

Report trasparenti e aggiornamenti in tempo reale sulla tutela

Ecco alcuni strumenti di MarqVision che aiutano i brand a costruire una strategia di tutela basata sui dati e orientata all’impatto:

  • Monitoraggio in tempo reale dell’efficacia delle rimozioni, per garantire che le azioni di tutela portino a miglioramenti misurabili nella pulizia dei risultati di ricerca.

  • Segnalazioni in blocco automatizzate per snellire il processo di rimozione su più canali di tutela. Con questa strategia i tempi di segnalazione sono scesi drasticamente da 3 ore a 3 minuti.

  • Una dashboard del «tasso di pulizia», che permette ai brand di monitorare ogni giorno, nel tempo, il posizionamento dei propri contenuti autorizzati nei risultati di ricerca.

Unendo automazione, visibilità e segnalazioni in blocco, MarqVision permette ai brand di intervenire su larga scala, muoversi più velocemente dei contraffattori e prendere finalmente il controllo della propria presenza online.

Scritto da

Christopher Chae

Head of Marketing